Venezia, 19 febbraio 2026 — Il sipario cala su un’edizione del Carnevale che ha saputo trasformare la città in un grande racconto collettivo, sospeso tra mito, sport e tradizione. Per diciotto giorni, dal 31 gennaio al 17 febbraio, Venezia ha vissuto un’esperienza diffusa e partecipata, mentre l’Italia accoglieva gli atleti di Milano Cortina 2026. Un parallelismo che ha dato vita a un dialogo simbolico tra la storia millenaria della Serenissima e i valori universali dello sport, celebrati attraverso spettacoli, cortei acquei, performance artistiche e momenti di comunità.
Il tema scelto per quest’anno, “Olympus – Alle origini del gioco”, ha guidato ogni appuntamento, trasformando calli, campi, isole e terraferma in una grande agorà contemporanea. L’ultimo giorno di festa ha visto la presentazione in Piazza San Marco della Maria dell’Anno, Martine Diop Bullo, protagonista di un saluto emozionante che ha chiuso simbolicamente il Carnevale. In contemporanea, Zelarino ha ospitato la sfilata conclusiva dei carri allegorici, mentre all’Arsenale è andato in scena l’ultimo appuntamento de “Il Richiamo di Olympia”, lo spettacolo di luci, acqua e fuoco che ha incantato migliaia di spettatori.
Il sindaco Luigi Brugnaro ha sottolineato come questa edizione abbia voluto unire tradizione e spirito olimpico, offrendo un programma capace di parlare a un pubblico internazionale. «Venezia ha dimostrato ancora una volta di essere una città capace di rivolgersi al mondo», ha dichiarato, ringraziando istituzioni, operatori e volontari per il lavoro di squadra che ha reso possibile una manifestazione così articolata. Il delegato alle Tradizioni, Giovanni Giusto, ha evidenziato la forza del Carnevale diffuso, capace di coinvolgere associazioni, compagnie teatrali, artigiani e cittadini in un percorso che ha valorizzato ogni comunità del territorio.
L’inserimento del Carnevale nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ha rafforzato ulteriormente il legame tra sport e cultura, offrendo un programma multidisciplinare che ha abbracciato l’intera area metropolitana. Sotto la direzione artistica di Massimo Checchetto, “Olympus – Alle origini del gioco” ha reinterpretato i simboli olimpici attraverso la lente dell’immaginario veneziano, trasformando la città in un mosaico di storie, miti e suggestioni. «Il Carnevale è un rito collettivo che unisce mito, teatro e spirito olimpico», ha spiegato Checchetto, ricordando come la manifestazione sia un laboratorio creativo riconosciuto a livello internazionale.
Fondamentale il lavoro di coordinamento di Vela Spa, che ha gestito un calendario di eventi diffusi in tutta l’area metropolitana. Il direttore generale Fabrizio D’Oria ha sottolineato l’importanza della collaborazione con Prefettura, Forze dell’Ordine e Autorità sanitarie per garantire sicurezza e accessibilità. L’amministratore unico Piero Rosa Salva ha evidenziato la capacità del Carnevale di generare valore culturale ed economico, consolidandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama europeo.
Tra gli eventi più amati, il Venice Carnival Street Show ha portato oltre mille repliche di spettacoli di arte di strada in tutta la città, coinvolgendo 80 compagnie e 350 artisti. La tradizionale Festa veneziana sul Canal Grande ha trasformato il corteo acqueo in un simbolico “Olympus” galleggiante, con centinaia di vogatori in maschera e l’apertura scenografica della “Pantegana”. La rievocazione delle 12 Marie, le sfilate dei carri allegorici e il ritorno della Commedia dell’Arte nei campi storici hanno rinnovato le tradizioni veneziane, confermando la vitalità di un patrimonio culturale che continua a evolversi.
L’Arsenale ha ospitato “Il Richiamo di Olympia”, un viaggio visivo e sonoro tra acrobazie, fontane danzanti e giochi di luce, capace di raccontare la sfida e il sogno attraverso un linguaggio poetico e universale. Parallelamente, Ca’ Vendramin Calergi ha accolto gli spettatori dei Dinner Show ufficiali, trasformando le serate in un’esperienza immersiva tra mito e seduzione. L’apertura del Carnevale è stata affidata al Gran Ballo con Bridgerton, realizzato in collaborazione con Netflix, che ha trasformato Piazza San Marco in un salone ottocentesco a cielo aperto.
Il Carnevale della Cultura ha arricchito il programma con oltre cinquanta eventi tra musei, teatri e palazzi storici, con aperture straordinarie e iniziative dedicate ai cittadini. La collaborazione con associazioni di mascherai e artigiani ha permesso di valorizzare la storia delle maschere veneziane attraverso laboratori e incontri. I Carnevali nazionali hanno portato in Piazza San Marco le tradizioni di dieci regioni italiane, creando un ponte ideale tra le diverse identità del Paese.
La partecipazione popolare è stata uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026. La Smart Control Room ha registrato presenze provenienti da 173 nazionalità diverse, confermando Venezia come crocevia globale di culture e immaginari. I social hanno amplificato ulteriormente la portata della manifestazione: i contenuti pubblicati sulle pagine ufficiali hanno raggiunto milioni di utenti, trasformando il Carnevale in un evento condiviso anche a distanza.
Accanto alla festa, un imponente lavoro operativo ha garantito sicurezza, pulizia e mobilità. AVM/ACTV ha introdotto centinaia di corse aggiuntive, mentre Veritas ha potenziato i servizi di raccolta rifiuti con oltre cento operatori impegnati ogni giorno. La Polizia Locale ha messo in campo più di 800 agenti, assicurando controlli, viabilità e interventi mirati contro borseggi e irregolarità. La Protezione Civile ha contribuito con 279 volontari, presenti nei punti di maggiore afflusso e lungo i percorsi delle sfilate.
La Festa delle Marie, riportata in auge nel 1999 da Bruno Tosi, ha ricordato ancora una volta l’episodio storico del 973, quando dodici giovani veneziane furono rapite da pirati dalmati e poi liberate dal Doge Pietro Candiano III. Quest’anno, la Maria dell’Anno è stata la mestrina Martine Diop Bullo, affiancata dalle altre undici finaliste che hanno condiviso con lei un percorso ricco di emozioni e tradizione.
L’edizione 2026 ha confermato la capacità del Carnevale di Venezia di essere un ponte tra passato e futuro, tra radici e innovazione. La città ha saputo accogliere il mondo senza perdere la propria identità, trasformando ogni angolo in un luogo di meraviglia condivisa. Un equilibrio delicato che passa attraverso la cura delle tradizioni, la creatività contemporanea e la partecipazione attiva di cittadini, associazioni e istituzioni.
Il prossimo appuntamento è già fissato: dal 23 gennaio al 9 febbraio 2027, la magia tornerà a riempire calli e campielli. Ma l’eredità di questa edizione rimarrà a lungo nella memoria collettiva: un Carnevale che ha saputo unire mito, gioco e spirito olimpico in un’unica, grande celebrazione della comunità.
Il gran finale in Piazza San Marco: riviviamo i momenti salienti dell’ultima giornata del Carnevale di Venezia 2026. Dalla proclamazione della Maria dell’Anno alla grande festa collettiva sul palco, ecco il riassunto esclusivo firmato Antenna Tre che chiude l’edizione dedicata al mito di Olympus.
