GidiferroTeam, 4 Novembre 2026 — L’ottantatreesima edizione dell’Esposizione Internazionale delle Due Ruote si arricchisce di un evento espositivo di portata storica con l’inaugurazione ufficiale dell’area espositiva denominata “Speed Legends”. Questa imponente rassegna, concepita per celebrare l’evoluzione della classe regina delle competizioni motociclistiche, accoglie il pubblico negli spazi di Fiera Milano Rho a partire da giovedì 5 fino a domenica 8 novembre 2026. L’iniziativa rappresenta una pietra miliare per la rassegna milanese, trasformando il Padiglione 22 in una vera e propria cattedrale della memoria agonistica e dell’ingegneria applicata alla velocità.
Il percorso espositivo riunisce per la prima volta in territorio italiano ben trentadue prototipi originali, tracciando una linea temporale ininterrotta che parte dalle origini del Campionato del Mondo nel 1949 e giunge sino alle più recenti innovazioni della MotoGP. La mostra è nata dalla stretta sinergia con il marchio MotoGP™, potendo contare sul patrocinio ufficiale della Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM) e sull’importante supporto istituzionale garantito da ICE-Agenzia. Tale sinergia valorizza il patrimonio culturale del collezionismo mondiale e sottolinea l’impatto economico e tecnologico che la filiera del motorsport continua a generare su scala globale.
I vertici dell’organizzazione, nelle persone del presidente Pietro Meda e dell’amministratore delegato Paolo Magri, hanno espresso grande orgoglio per l’apertura di questa galleria temporanea. La dirigenza ha evidenziato come l’iniziativa permetta di condividere con appassionati e addetti ai lavori un’eredità tecnica di inestimabile valore, capace di raccontare storie d’ingegno, dedizione e talento. Un accento particolare è stato posto sull’apporto fondamentale dell’industria italiana, la cui presenza costante e vittoriosa nelle competizioni ha contribuito in maniera determinante a plasmare la leggenda delle corse su pista.
La concezione architettonica e curatoriale dell’allestimento si estende su una superficie di oltre 1.400 metri quadrati situata nello stand A10 del Padiglione 22, strutturandosi su due circuiti narrativi complementari. Il primo anello concentra l’attenzione sull’evoluzione meccanica e aerodinamica, mostrando la trasformazione dei motori e dei telai dalle prime 500 a due tempi fino ai moderni bolidi a quattro tempi. Il secondo anello è invece dedicato alla figura dei piloti, analizzando le doti atletiche e mentali richieste nelle varie epoche per dominare mezzi dalla potenza spesso indomabile.
I primi passi all’interno della mostra proiettano il visitatore nell’era pionieristica del motomondiale, inaugurata dalla iconica AJS Porcupine del 1949 con la quale Leslie Graham conquistò il primo titolo iridato della classe 500. A questa storica pietra miliare si affiancano autentici capolavori di meccanica degli anni Cinquanta, tra cui spicca l’incredibile Moto Guzzi 8 cilindri del 1955 guidata da Ken Kavanagh, la celebre MV Agusta 6 cilindri del 1958 di John Hartle e l’inconfondibile Norton Manx del 1960 condotta in gara da Malcolm Uphill.
Proseguendo lungo il percorso, la narrazione visiva abbraccia la golden age degli anni Seianta e Settanta, periodo caratterizzato da sfide epiche e dall’affermazione di miti intramontabili. Gli appassionati possono ammirare da vicino la Gilera 4 cilindri della Scuderia Duke portata in pista da Derek Minter nel 1963, la Benelli Quattro del 1969 affidata a Mike Hailwood, oltre alla Kawasaki H1-R del 1970 appartenuta a Christian Ravel e alle rarità rappresentate dalla Ducati 500 Bicilindrica di Bruno Spaggiari del 1971 e dalla Paton 500 di Armando Toracca del 1973.
L’epopea dei grandi campioni plurititolati vive attraverso esemplari di rarità assoluta che hanno segnato l’immaginario collettivo di intere generazioni. Un ruolo di primissimo piano è occupato dalle leggendarie MV Agusta di Giacomo Agostini (1971) e Phil Read (1974), a cui si affianca la rivoluzionaria Yamaha OW23 del 1975, macchina con la quale il campionissimo bresciano segnò lo storico passaggio ai motori due tempi, conquistando un ennesimo titolo mondiale e cambiando per sempre le logiche costruttive dell’epoca.
Il decennio che va dalla fine degli anni Settanta ai primi anni Ottanta testimonia l’ingresso in scena di nuove architetture telaistiche e di potenze sempre più esuberanti. Tra le protagoniste di questa transizione si distinguono le straordinarie Suzuki Suzuki XR22 del 1977 guidata dal carismatico Barry Sheene e la XR40 del 1982 che portò l’italiano Franco Uncini sul tetto del mondo, due simboli di un’epoca in cui il controllo della trazione era affidato esclusivamente alla sensibilità del polso destro del pilota.
Gli anni Ottanta e Novanta introducono l’era delle 500 a due tempi più estreme, macchine entrate nel mito per la loro erogazione brutale e per le sfide mozzafiato tra i grandi interpreti della scuola americana e australiana. L’allestimento propone prototipi avveniristici come la Elf 3 a mozzo sterzante di Ron Haslam del 1986, la Yamaha OW86 dello stesso anno condotta da Eddie Lawson, la spettacolare Suzuki RGV del 1990 di Kevin Schwantz, la dominante Honda NSR del 1992 di Mick Doohan e la bellissima Cagiva C593 del 1993 di John Kocinski.
Il passaggio al nuovo millennio segna la nascita della moderna classe MotoGP, caratterizzata dal ritorno dei motori a quattro tempi ad altissima tecnologia e dal debutto dell’elettronica avanzata. Questa fase storica viene ripercorsa attraverso l’originale Aprilia RS Cube a tre cilindri del 2003 affidata a Colin Edwards, le iconiche Yamaha YZF-M1 con cui Valentino Rossi ha conquistato i titoli del 2004 e del 2009, la rombante Ducati Desmosedici GP6 di Loris Capirossi del 2006, la rara Ilmor X3 di Garry McCoy e le aggressive Kawasaki ZX-RR del 2007 e Ducati GP8 con cui Casey Stoner dominò il campionato.
L’analisi dell’ultimo decennio permette di osservare la recente evoluzione ingegneristica, caratterizzata da uno sviluppo aerodinamico senza precedenti e dall’introduzione di soluzioni ciclistiche sempre più sofisticate. Il pubblico può ammirare la Yamaha YZF-M1 del 2010 targata Jorge Lorenzo, la Honda RC213V con cui Marc Márquez ha ridefinito lo stile di guida nel 2013, la KTM RC16 di Pol Espargaró del 2018, fino ad arrivare alle dominatrici dei tempi recenti come la Yamaha di Fabio Quartararo del 2021 e la Ducati Desmosedici GP22 di Pecco Bagnaia.
A coronamento di questo straordinario excursus storico, l’esposizione presenta un elemento di continuità verso il presente con l’esibizione dell’Aprilia RS-GP26. Questo prototipo di ultima generazione rappresenta il massimo livello di sviluppo raggiunto dalle attuali MotoGP da 1.000 cc, offrendo al pubblico una visione diretta sulle tecnologie che disputano il campionato in corso. Si tratta di un’opportunità unica per comprendere lo stato dell’arte ingegneristico prima che il regolamento tecnico del 2027 introduca la nuova cilindrata da 850 cc.
L’iniziativa “Speed Legends” si inserisce nel più ampio progetto “SHIFT UP”, nato dalla collaborazione strategica tra la fiera milanese e l’organizzazione del sking del motomondiale per ampliare l’ingaggio dei visitatori. L’esperienza espositiva viene integrata da un’area interattiva denominata MotoGP Gaming Arena, dove gli appassionati possono cimentarsi su simulatori professionali e partecipare a contest dedicati che mettono in palio pass esclusivi per il paddock dei Gran Premi d’Italia al Mugello e di San Marino a Misano previsti per la stagione 2027.
La realizzazione di un percorso espositivo di tale complessità è stata resa possibile da una complessa macchina organizzativa coordinata dal Direttore Generale di EICMA Federico Aliverti e dal responsabile della comunicazione Alessandro Re. Il progetto grafico e curatoriale si è avvalso dell’esperienza di rinomati studi di design come Gianmarco Blini Design e Valerio Cometti + V12 Design, oltre alla consulenza storico-giornalistica fornita da esperti del settore quali Gualtiero Repossi e Marco Riccardi, con il supporto operativo dell’agenzia MOAB.
Un contributo determinante per il successo della mostra è arrivato dalla generosità di collezionisti privati, musei aziendali e divisioni sportive delle varie Case costruttrici, che hanno acconsentito a privarsi temporaneamente di pezzi unici di inestimabile valore storico ed economico. Grazie a questa sinergia tra enti pubblici, industria e collezionismo private, modelli normalmente custoditi in caveau o collezioni riservate sono stati resi accessibili al grande pubblico, trasformando la memoria storica del motorsport in un’esperienza viva e condivisibile.
Per tutti i visitatori presenti a Fiera Milano Rho, l’accesso all’area espositiva di “Speed Legends” presso il Padiglione 22 (Stand A10) è completamente gratuito e incluso nel prezzo del biglietto d’ingresso della manifestazione. La mostra resta aperta negli orari ufficiali della fiera da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2026, offrendo a famiglie, giovani appassionati e storici del collezionismo un’occasione irripetibile per immergersi a 360 gradi nel mito della classe regina su due ruote.