Samuele B. si esibisce dal vivo sul palco insieme ai membri della sua band, immortalato in un momento di grande energia e sintonia musicale durante il concerto.
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GidiferroTeam, 22 giugno 2014 — Prima di entrare nel cuore di ciò che ha scritto Samuele, sento il bisogno di fare una premessa. Su questo blog gli argomenti dedicati alla musica sono davvero pochi, e il motivo è semplice: non ho mai imparato a suonare uno strumento e non mi sono mai sentito in grado di parlarne con competenza. La mia vita lavorativa mi ha portato altrove, tra mestieri manuali e faticosi che nulla avevano a che fare con note e spartiti.

Da ragazzo ho provato a imparare il ferro battuto, un’arte ormai quasi scomparsa. Per un periodo mi sono cimentato anche con il mestiere dell’imbianchino, un lavoro che non ho mai amato. Ho fatto l’idraulico, il meccanico, il muratore, il saldatore e infine lo “spazzino”, professione che mi ha accompagnato fino agli ultimi anni di attività. In mezzo a tutto questo c’è stato anche un lungo periodo di disoccupazione, sei anni che non dimentico. Ma tra tutte queste esperienze, la musica non è mai riuscita a trovare spazio.

L’unico ricordo concreto legato a un tentativo musicale risale a circa trent’anni fa, quando ricevetti in regalo una chitarra. Provai a imparare qualche accordo, ma fu un’esperienza breve e poco incoraggiante. Con le dita grosse e poco agili, riuscire a produrre un suono decente era quasi impossibile. Dopo poco tempo, abbandonai l’idea.

Una prospettiva suggestiva del palco ripreso dall'alto, immortalato nel momento di attesa prima del concerto con gli strumenti pronti e la scena ancora vuota.Anche lo studio della musica, inteso come lettura e scrittura, per me è sempre stato un linguaggio incomprensibile. Guardare uno spartito equivaleva a leggere una lingua straniera. Forse avrei dovuto impegnarmi di più, o forse avrei avuto bisogno di qualcuno che mi guidasse, perché la musica è una forma di comunicazione che arricchisce chiunque la incontri.

Nonostante tutto, non ho mai pensato che fosse troppo tardi per imparare. Come diceva un vecchio saggio, ogni momento può essere quello giusto per iniziare qualcosa di nuovo. E anche se non so suonare, non ho mai smesso di apprezzare chi vive la musica con passione.

Qualche giorno fa, un mio caro amico di vecchia data, Samuele, ha pubblicato sul suo profilo Facebook una riflessione che mi ha colpito profondamente. In poche righe ha raccontato cosa rappresenta per lui la musica, e il suo pensiero mi ha fatto riflettere su quanto questo mondo possa essere speciale anche per chi lo vive da semplice spettatore.

Nel suo messaggio, Samuele spiegava di sentirsi fortunato. Per lui la musica non è un mezzo per ottenere qualcosa, ma un modo per rafforzare un valore in cui ha sempre creduto: l’amicizia. Raccontava di come questo legame sia cresciuto grazie alle persone incontrate nel suo percorso musicale e di quanto debba a chi gli ha fatto scoprire questo universo, in particolare Steve Cassetta, figura per lui fondamentale.

Samuele parlava anche dei suoi compagni della Joe Black Band, persone che considera professionali e sincere, dalle quali continua a imparare. Tra loro citava con affetto Alessandro Viola, che definiva con il soprannome “Harlem”. Le sue parole trasmettevano un senso di gratitudine autentica, difficile da trovare in un mondo spesso dominato dall’apparenza.

Leggendo ciò che ha scritto, ho capito quanto per lui la musica sia prima di tutto un sentimento, un modo per creare legami veri. E su questo non posso che essere d’accordo. L’amicizia, quando è sincera, è uno dei valori più importanti che abbiamo, e se la musica riesce a rafforzarla, allora ha davvero un potere speciale.

Viviamo un periodo storico complicato, in cui molte persone che dovrebbero garantire stabilità e dignità si ritrovano coinvolte in situazioni che hanno contribuito al declino del nostro sistema sociale. In un contesto così difficile, la musica potrebbe essere un punto di ripartenza, un modo per ritrovare un po’ di umanità.

Io non so suonare e non ho mai imparato la musica, ma credo che possa avvicinare le persone e renderle migliori. Conosco Samuele da molti anni e posso dire che è un uomo dal cuore sincero, uno di quelli che non si incontrano spesso. La sua passione per la musica lo ha reso ancora più autentico.

Mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi suona uno strumento o ha avuto esperienze simili. Raccontatele, se vi va. Condividere ciò che la musica rappresenta per ognuno di noi può essere un modo per sentirci un po’ più vicini. Grazie a chi vorrà lasciare un messaggio.

Il video immortala l’apertura della rassegna musicale “Indimenticabili” presso il Teatro Serafin di Cavarzere, un ciclo di appuntamenti dedicato ai grandi successi internazionali. Protagonista della serata è la Joe Black band, un gruppo composto in gran parte da talentuosi musicisti locali, tra cui Samuele alla voce, che rende omaggio alla leggendaria carriera di Joe Cocker. Il concerto ripercorre la storia musicale del cantante britannico, partendo dallo storico debutto a Woodstock nel 1969 fino ai successi più recenti, celebrando la sua inconfondibile voce blues e soul in un’atmosfera carica di emozione e ricordi

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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