La Fiat Cinquecento bianca della Maestra Luisa, parcheggiata in un'area di sosta. Il cofano anteriore è deformato e schiacciato, segno di un impatto importante.
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GidiferroTeam, 17 ottobre 2013 — Per alcune settimane io e la mia famiglia abbiamo vissuto con un senso di inquietudine. Luisa, la nostra vicina di casa, era scomparsa dalla quotidianità senza alcun preavviso. L’avevamo vista la sera prima, serena come sempre, poi più nulla. I giorni passavano e la sua assenza diventava sempre più evidente.

Dopo tre giorni di silenzio abbiamo iniziato a chiedere notizie in giro. Nessuno sembrava sapere nulla, nemmeno chi la conosceva bene. Solo una ragazza ci accennò, con tono incerto, che forse Luisa aveva avuto un incidente, ma non ne conosceva i dettagli. L’incertezza aumentava la nostra preoccupazione.

Il primo segnale di sollievo arrivò quando, dopo circa una settimana, l’abbiamo vista comparire per qualche ora in Piazza Vecchia, accompagnata dal fratello. Era venuta a prendere alcuni vestiti da casa. Il suo passo lento e il volto stanco lasciavano intuire che qualcosa di serio fosse accaduto.

Vista aerea di un parcheggio con diverse auto in sosta, inclusa la Cinquecento bianca posizionata a destra.Quando Luisa è tornata definitivamente a casa, ho avuto modo di parlarle con calma. Mi ha raccontato che l’incidente era avvenuto la mattina di martedì 17 settembre, mentre si recava all’ospedale di Dolo (Venezia) per degli esami. Guidava la sua piccola utilitaria lungo via Stradona, la provinciale 22, quando un’auto proveniente da Oriago, diretta verso Mira, ha svoltato improvvisamente a sinistra senza dare precedenza, centrando la sua vettura.

L’impatto è stato violento. Luisa ha riportato la frattura di tre costole e diverse contusioni. L’altro automobilista, fortunatamente, è rimasto illeso. La dinamica, mi ha spiegato, è stata così improvvisa che non ha avuto nemmeno il tempo di frenare. La sua auto, invece, è rimasta gravemente danneggiata.

In quei momenti di confusione e dolore, il destino ha voluto che passassero di lì due sue ex alunne. Riconoscendola, si sono fermate immediatamente e l’hanno soccorsa con grande prontezza, accompagnandola al pronto soccorso di Dolo. Un gesto di affetto che Luisa ricorda con gratitudine.

La diagnosi confermò la gravità delle ferite: tre costole fratturate e un ricovero di tre giorni. Durante la degenza è stata assistita con dedizione dal fratello e dalla sua famiglia. Dopo le dimissioni, ha trascorso altre due settimane a casa loro, il tempo necessario per recuperare un minimo di autonomia nei movimenti.

Oggi Luisa è tornata nella sua abitazione di Piazza Vecchia, ma il riposo non è ancora completo. Dormire sul letto le provoca dolore e i medici le hanno consigliato almeno due mesi di convalescenza prima di una guarigione totale. La sua auto è distrutta, ma la serenità di essere viva e in ripresa vale più di qualsiasi cosa.

La comunità di Gambarare le ha espresso grande affetto. Luisa è conosciuta da tutti come la “maestra” che ha insegnato a leggere e scrivere a intere generazioni. Il suo sorriso e la sua gentilezza sono parte della memoria collettiva del paese.

Da parte nostra, un augurio sincero alla maestra Luisa: che possa tornare presto alla sua vita di sempre, con la forza e la serenità che l’hanno sempre contraddistinta. La paura è passata, e la gratitudine per averla ancora tra noi è il sentimento più grande.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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