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Lavoro, la sicurezza diventa un rischioGià il titolo è un controsenso, ma mai come in questa occasione è più azzeccato. Purtroppo la decisione di “abbassare” la guardia” sulla sicurezza nei posti di lavoro potrebbe diventare presto realtà.

Non sono bastati i decessi (morti bianche) che in questi ultimi anni sono accaduti nel mondo dell’ lavoro e che continuano senza arrestarsi, e tanti da contare sono anche gli infortuni invalidanti che costeranno alla collettività milioni di euro. La decisione di  rendere meno severa la normativa anti infortunistica sui posti di lavoro fa parte di un “pacchetto” di semplificazioni volute dal governo per “rilanciare” l’ occupazione, e l’ economia ma potrebbe avere un effetto negativo in fatto di sicurezza nei posti di lavoro. 

Non so con precisione quali saranno i “punti” che potranno essere “sorvolati” nella sicurezza dei cantieri, ma ci auguriamo che sia perlopiù la parte burocratica che in Italia non manca di sicuro.

Con queste nuove norme sicuramente sarà molto più facile avviare nuovi cantieri, ma chi lavora nel campo della sicurezza nei posti di lavoro lancia un’ allarme: l’ Italia con queste nuove norme tornerebbe indietro di molti anni in termini di prevenzione e tutela dei lavoratori, a prima vista queste nuove semplificazioni sembrerebbero ininfluenti ma metterebbero in pericolo i lavoratori soprattutto nei cantieri dove operano contemporaneamente più imprese.

Il documento di valutazione dei rischi non servirà più (comunque non è obbligatorio farlo), al suo posto potrebbe esserci un’ “rappresentante” del datore di lavoro (anche un operaio, ovviamente preparato), le modifiche alle norme sulla sicurezza del lavoro sono parecchie, e ci vorrebbero diverse pagine per esporle tutte, ma probabilmente fra un po’ di tempo torneremo quasi sicuramente sull’argomento.

Quello che adesso posso affermare con certezza, è resta comunque un dato di fatto riguardo l’ argomento, e che anche in questa occasione si risparmia sulla “salute e sicurezza” degli operai, quelli che lavorano veramente, quelli che lavorano “duro”!

Chi “lavora” sempre d’ estate al fresco, e d’ inverno al caldo molto probabilmente non risentirà di questi cambiamenti (ma con questo non voglio dire che ci sono “privilegiati”), è solo la solita mia opinione. Voi che ne pensate? Grazie.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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