Incidere il granito non è un semplice mestiere: è un’arte che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Le prime testimonianze risalgono addirittura ai racconti biblici, quando gli schiavi del Faraone scolpivano la pietra con una maestria che ancora oggi suscita meraviglia. È impossibile non ricordare la figura di Giosuè nel film Mosè, chino sul granito a incidere simboli destinati a durare per sempre. Un gesto antico, ripetuto per millenni, che ancora oggi conserva la stessa forza evocativa.
L’incisione su granito nero assoluto è un graffito eseguito rigorosamente a mano libera. Il risultato è un bianco e nero naturale, essenziale, capace di restituire profondità e carattere a ogni dettaglio. È una tecnica evoluta, pensata per resistere nel tempo e per affrontare le intemperie: perfetta per monumenti, lapidi, opere commemorative. L’unico limite riguarda i colori applicati, che non sono indelebili come la lavorazione originale. Tutto il resto, invece, è destinato a durare quanto la pietra stessa.
Per comprendere davvero questo mondo, abbiamo interpellato uno dei pochi maestri rimasti: lo scultore Franco Bongiorno. Con un velo di rammarico, ci racconta: “Questa tecnica la iniziai in Calabria circa trent’anni fa. Era già usata in altri Paesi, ma qui da noi era quasi sconosciuta. Purtroppo, da diversi anni il lavoro scarseggia moltissimo. Qualcuno sostiene che oggi non sia più competitiva. Una scusa bella e buona,” aggiunge, “che ha iniziato a circolare proprio quando avevo raggiunto la perfezione.”
Il video che accompagna questo articolo mostra uno dei suoi lavori più impressionanti: un ritratto di Lady Diana eseguito interamente a mano. Un capolavoro, non c’è altro modo per definirlo. Ogni tratto, ogni sfumatura, ogni dettaglio sembra vivo, come se la principessa potesse emergere dalla pietra da un momento all’altro. È la dimostrazione concreta di quanto questa tecnica sia potente, espressiva, capace di trasformare un blocco di granito in un’opera d’arte.
Eppure, viviamo in un’epoca in cui la tecnologia corre veloce e non sempre lascia spazio a mestieri che richiedono tempo, pazienza e talento. Le macchine incidono, stampano, riproducono. Ma non creano emozione. Non raccontano una storia. Non portano con sé l’impronta dell’artista. È questo il vero rischio: perdere un patrimonio culturale fatto di mani, di esperienza, di sensibilità. Un patrimonio che meriterebbe ben altra considerazione.
Vale la pena ricordare che ogni incisione manuale è un pezzo unico, irripetibile. Non esistono copie identiche, non esiste un “secondo tentativo” perfettamente uguale al primo. È un’arte che vive nel gesto, nella pressione della mano, nella capacità di leggere la pietra e di rispettarne i limiti. Ed è proprio questa unicità che dovrebbe spingerci a valorizzarla, non a relegarla ai margini.
In un mondo che tende a semplificare tutto, l’incisione su granito rappresenta una forma di resistenza culturale. È un modo per ricordare che la bellezza non nasce dalla velocità, ma dalla cura. Che il tempo dedicato a un’opera non è mai tempo perso. Che la memoria, soprattutto quella scolpita nella pietra, merita rispetto.
Se volete condividere la vostra opinione su questa forma d’arte, o se siete appassionati di scultura e desiderate aggiungere la vostra esperienza, potete farlo tramite un messaggio. Il confronto arricchisce sempre, soprattutto quando si parla di tradizioni che rischiano di scomparire. Grazie.
Un’altra straordinaria creazione del maestro Franco Bongiorno: il video mostra i dettagli e le incisioni di un’opera in granito, testimoniando la continua ricerca artistica e la perizia tecnica dello scultore.

Il Maestro è molto bravo, non tutti riescono a fare quello che fa lui.
Io qualcosina la so, e da quello che ho visto devo dire che questo Bongiorno è proprio un’ Artista
Confermo, lavorare il granito non è facile, ci vogliono anni di pratica, e tanta volontà.
A vedere, questo è un capolavoro. Complimenti
Molto bravo, anchio da ragazzo volevo fare lo sculrore, mi piaceva moltissimo, tanto che ero andato; ad imparare da uno bravo del mio paese a Termoli, poi ho dovuto lasciare, per cause personali.
Complimenti!