Una ripresa panoramica dell'ingresso principale dello stabilimento Sirma a Marghera; l'immagine mostra i grandi cancelli d'accesso e la struttura industriale che si sviluppa all'interno, documentando il luogo colpito dal furto di rame.
Sei in: Home » Moda e Spettacolo » Furti di rame: la Sirma presa ancora di mira

GidiferroTeam, 18 Marzo 2014 — Nuovo episodio di furto di rame alla Sirma di Porto Marghera, l’ex stabilimento industriale chiuso dal 2008 e oggi sotto sequestro giudiziario. Nonostante il progressivo calo del prezzo del metallo, il rame continua a essere considerato “oro rosso” per il valore che mantiene sul mercato nero. La crisi economica che negli ultimi anni ha colpito l’Italia e buona parte dell’Europa sembra alimentare ulteriormente questo tipo di reati, soprattutto nelle aree industriali dismesse.

Secondo quanto riportato dal Gazzettino di Venezia, l’ultimo episodio risale a pochi giorni fa: due uomini – un settantenne residente a Mira e un cittadino kosovaro di 35 anni – sono stati sorpresi mentre caricavano spezzoni di rame nel bagagliaio della loro auto. I due sono stati individuati proprio durante un sopralluogo di un magistrato, trovandosi così di fronte alle forze dell’ordine “con le mani nel sacco”. Nel veicolo erano già stati accumulati circa un quintale di cavi e piattine.

Un'altra prospettiva dell'ingresso della Sirma che, pur essendo pressoché uguale alla precedente, ribadisce l'estensione del fronte d'accesso e la vulnerabilità dei varchi industriali; l'immagine sottolinea la difficoltà di sorveglianza di un sito così vasto.La Sirma, ormai priva di custodia e lasciata al degrado, è diventata negli anni un bersaglio ricorrente per chi tenta di recuperare materiali rivendibili. Le fabbriche dismesse rappresentano un terreno fertile per i ladri di rame: strutture vaste, accessi non sempre protetti e la presenza di vecchi impianti elettrici che, in alcuni casi, possono essere ancora sotto tensione. Una combinazione che rende questi furti non solo frequenti, ma anche estremamente pericolosi.

Non è un caso che proprio alla Sirma si sia consumata una delle tragedie più gravi legate a questo fenomeno. Nel 2013, l’operaio 33enne Lili Tavani perse la vita folgorato mentre tentava di sottrarre rame da una cabina elettrica ancora attiva. Un episodio che aveva riportato l’attenzione sulle condizioni dello stabilimento, dove sono ancora presenti materiali pericolosi come amianto e sostanze nocive, rendendo l’area inadatta a qualsiasi tipo di accesso non autorizzato.

La storia recente della Sirma è anche il simbolo della crisi industriale che ha colpito Porto Marghera. Lo stabilimento, un tempo attivo nella produzione di materiali refrattari per la siderurgia, dava lavoro a circa 250 dipendenti. La chiusura del 2008, decisa dal proprietario Stefano Gavioli, lasciò centinaia di famiglie senza occupazione e segnò l’inizio di un lungo periodo di abbandono. Molti ex lavoratori, ancora oggi, non hanno trovato una stabilità professionale dopo la cessazione delle attività.

Il progressivo degrado dell’area ha favorito non solo i furti, ma anche episodi di occupazione abusiva e tentativi di organizzare eventi illegali, come il rave party sventato qualche anno fa. Una situazione che continua a sollevare interrogativi sulla gestione delle aree industriali dismesse e sulla necessità di interventi strutturali per evitare che diventino zone di rischio.

Per molti ex dipendenti, la Sirma non è soltanto un luogo abbandonato, ma una ferita ancora aperta. La sensazione diffusa è che, al momento della crisi, si sarebbe potuto fare di più per salvaguardare l’occupazione e impedire il declino dello stabilimento. La mancanza di una strategia di riconversione e la successiva inattività hanno trasformato un sito produttivo in un’area degradata, oggi associata più ai furti e ai pericoli che alla storia industriale del territorio.

Il filmato mostra l’area della Sirma dell’ottobre 2013, per uno spiacevole episodio.

Avatar photo

Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Torna Su

CHI SIAMO | CONTATTI

Cookie & Privacy Policy

NOTE LEGALI E TRASPARENZA (AGCOM 2026):
GidiferroTeam è un progetto editoriale libero dedicato al racconto di eventi e attualità gestito senza scopo di lucro. Non effettua attività di influencer marketing né riceve corrispettivi per i contenuti pubblicati (Del. 197/25/CONS). Le riprese di minori in concorsi di bellezza sono effettuate come media accreditato; i consensi sono raccolti dagli organizzatori degli eventi (GDPR - Reg. UE 2016/679). Per la tutela del decoro dei soggetti ripresi, i commenti sui canali video sono disattivati.