Un raro allineamento di sei pianeti sta per affacciarsi sul cielo serale, un evento che gli astronomi definiscono una parata planetaria: un fenomeno suggestivo, non perfettamente geometrico ma comunque capace di trasformare l’eclittica in un filo luminoso che unisce alcuni dei protagonisti del Sistema Solare. Il 28 febbraio 2026, subito dopo il tramonto, Mercurio, Venere, Giove, Saturno, Urano e Nettuno appariranno distribuiti lungo l’orizzonte occidentale, offrendo una delle configurazioni più attese dell’anno.
L’allineamento planetario non implica che i pianeti si dispongano su una linea perfetta nello spazio. In astronomia, il termine indica piuttosto una vicinanza apparente lungo il piano dell’eclittica, il grande nastro celeste su cui si muovono i corpi del Sistema Solare. Questa disposizione, pur non essendo eccezionale su scala secolare, resta abbastanza rara da suscitare interesse e curiosità: eventi simili si ripeteranno con frequenza variabile fino al 2038, per poi diventare più sporadici fino al 2060.
Dalle 18:45 circa, alle nostre latitudini, i pianeti appariranno distribuiti da ovest verso sud-ovest. Venere, Mercurio, Giove e Saturno saranno i più luminosi e riconoscibili anche a occhio nudo. Urano e Nettuno, invece, richiederanno almeno un binocolo o un piccolo telescopio per emergere dal chiarore del crepuscolo.
La loro disposizione ricorderà un corteo cosmico, una sequenza ordinata che scorre bassa sull’orizzonte. È un effetto prospettico: i pianeti non sono realmente allineati nello spazio, ma la loro posizione relativa rispetto al Sole e alla Terra crea l’illusione di una linea.
Il fenomeno è reso possibile dalla combinazione di due fattori: la posizione orbitale dei pianeti, che in questo periodo dell’anno li porta a concentrarsi in un settore relativamente ristretto dell’eclittica. L’angolo del tramonto, che nelle sere di fine febbraio offre un’inclinazione favorevole per osservare gli oggetti bassi sull’orizzonte occidentale.
La NASA stessa ha definito l’evento una delle “parade” più interessanti del 2026, sottolineando come quattro dei sei pianeti saranno visibili senza strumenti, condizioni meteo permettendo.
Per godersi al meglio lo spettacolo: scegli un luogo con orizzonte occidentale libero, lontano da edifici e luci artificiali. Osserva subito dopo il tramonto, quando il cielo è ancora chiaro ma i pianeti iniziano a emergere. Porta con te un binocolo se vuoi tentare di individuare Urano e Nettuno. Se possibile, usa un’app di mappatura del cielo per seguire la sequenza dei pianeti e riconoscerli con precisione.
Eventi come questo ricordano quanto il nostro Sistema Solare sia dinamico e quanto la prospettiva terrestre possa trasformare semplici configurazioni orbitali in spettacoli di grande impatto visivo. Non si tratta solo di astronomia: è un invito a rallentare, alzare lo sguardo e riconnettersi con un cielo che, pur cambiando continuamente, continua a raccontare storie antiche quanto il tempo.
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Il tecnico di “Passione Astronomia” fa chiarezza sul tanto chiacchierato allineamento del 28 febbraio. Nel video viene spiegato perché non si tratti di un evento rarissimo: molti pianeti (come Nettuno e Urano) restano invisibili senza telescopio, mentre Mercurio e Venere sono così bassi sull’orizzonte da essere difficili da scorgere. Un invito a godersi il cielo con realismo, sapendo che i pianeti seguono sempre la linea dell’eclittica e sono visibili anche in altri giorni del mese.
