GidiferroTeam, 29 Settembre 2012 — La comunicazione di Brondolo, nome di fantasia scelto per tutelare la privacy dell’autore, si apre con un saluto semplice ma carico di significato. Il suo contratto con Veritas termina ufficialmente il 29 settembre 2012, una data che segna la fine di un’esperienza lavorativa breve ma intensa. Anche se la conclusione era prevista, leggere che tutto è diventato definitivo provoca comunque un’emozione particolare.
Nelle sue parole non c’è tristezza né rimpianto. Brondolo racconta di aver trascorso l’ultima settimana ripensando ai tre mesi passati insieme ai colleghi di Mogliano Veneto, ricordando momenti allegri, battute condivise e anche qualche piccola delusione, inevitabile in qualsiasi ambiente di lavoro.
La lettera prosegue con un tono affettuoso e sincero. L’autore descrive quel periodo come un sogno che avrebbe voluto continuare a vivere, un’esperienza che oggi riaffiora nella memoria mescolandosi allo spirito di amicizia che ha trovato nel gruppo. È proprio questo legame umano ciò che desidera conservare nel tempo.
Brondolo non risparmia complimenti ai colleghi, che definisce “grandi”, sottolineando quanto il loro impegno quotidiano sia raro e prezioso. Secondo lui, gli operatori ecologici passano, ma la Veritas e soprattutto le persone che la compongono restano, con il loro valore e la loro dedizione.
Nella parte centrale della lettera emerge anche un’analisi personale. L’autore riconosce che l’anno non è stato semplice: forse l’età, forse qualche acciacco, forse il braccio sinistro che non rispondeva come avrebbe dovuto. A tutto questo si è aggiunto il caldo estivo, ribattezzato con nomi altisonanti come Ulisse, Penelope e Lucifero, che ha reso il lavoro ancora più faticoso.
Questi fattori, messi insieme, hanno creato una combinazione pesante per il suo fisico, costringendolo a impegnarsi più del solito e a concludere il servizio con le energie ridotte al minimo. Una stanchezza che spera di recuperare durante l’inverno, quando i ritmi saranno meno duri.
Nonostante le difficoltà, Brondolo esprime una profonda gratitudine verso i colleghi, che lo hanno sostenuto nei momenti di sconforto. Con ironia ammette di non aver ancora capito il funzionamento delle “prese”, un dettaglio tecnico che scherzosamente rimanda a un elettricista più che a un operatore ecologico.
Arriva poi la domanda che molti si pongono alla fine di un’esperienza: tornare o non tornare. Brondolo affronta il tema con leggerezza, citando persino la filosofia buddista e l’idea di una nuova vita dopo la morte, come metafora della possibilità di un nuovo inizio professionale.
Il suo saluto finale è affettuoso e rispettoso. Promette di tornare a trovare i colleghi di tanto in tanto, perché il legame costruito in quei mesi non si cancella con la fine di un contratto. Ringrazia per l’attenzione e chiude la lettera con un arrivederci, non un addio.
Il commento conclusivo sottolinea la bellezza e la spontaneità di questa lettera, che pur non essendo un capolavoro letterario, rappresenta un gesto autentico. Un messaggio che ricorda quanto sia importante, a volte, accontentarsi delle piccole cose e riconoscere il valore delle persone con cui si lavora ogni giorno.
Il video documenta l’attività quotidiana degli operatori ecologici della società Alba Nuova a Battipaglia, mostrando diverse fasi del servizio di igiene urbana. Nelle immagini si vedono gli addetti impegnati nello svuotamento manuale dei cestini stradali, l’utilizzo di spazzatrici meccaniche per la pulizia del manto stradale e le operazioni di spazzamento manuale dei marciapiedi con scopa e carrellino, evidenziando il lavoro costante per il mantenimento del decoro cittadino.

Veramente toccante lo sfogo letterale sul cantiere di Mogliano Veneto e alla sua composiziaone operativa lavorativa. Le confido che mi dispiace non averla potuta ringraziare e salutare in occasione dell’ultimo suo giorno di lavoro come interinale ma spero che il prossimo anno a meno che non riesca a sistemarsi definitivamente le porgerò sicuramente gli auguri di buona fortuna. La cosa che mi rende perplesso è il fatto che nella sua menzione al personale vi è un appunto al quale non so darmi spiegazione e cioè; rimanere delusi da qualcuno che immagino stimava. Comunque il mio giudizio globale è buono! Detto questo le cose continuano a girare e girano male, oggi 2-10-2012 mancano all’appello 4 persone a tempo indeterminato per ragioni non comprensibili e ciò ha comportato il verificarsi di annullamento di raccolta della carta e del secco. L’azienda in questo caso cosa fa? Non era il caso di prolungare il periodo di lavoro a lei e ai suoi colleghi?
Cordiali saluti.
Bea, bella lettera mi piace!