GidiferroTeam, 6 Marzo 2026. Quando nel 2021 il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman presentò al mondo The Line, l’annuncio fece il giro del pianeta. Una città lunga 170 chilometri, alta mezzo chilometro e larga appena 200 metri, progettata come una lama di vetro che attraversa il deserto fino al Mar Rosso. Un’utopia urbanistica destinata a diventare il cuore di Neom, la mega-regione futuristica pensata per trasformare l’economia dell’Arabia Saudita e ridurre la dipendenza dal petrolio.
L’idea era rivoluzionaria: una città senza auto, senza strade, alimentata al 100% da energie rinnovabili, capace di ospitare fino a 9 milioni di persone in un ambiente completamente ripensato attorno al benessere umano e alla sostenibilità. Un progetto che, nelle intenzioni, avrebbe ridefinito il concetto stesso di urbanizzazione del XXI secolo.
Secondo la visione ufficiale, The Line sarebbe una “città cognitiva”, una struttura continua che si estende per 170 km dalle montagne di Neom fino al Mar Rosso, con un’altezza di 500 metri e una larghezza di soli 200 metri. Le pareti esterne, completamente specchiate, dovrebbero riflettere il paesaggio circostante, creando un effetto visivo unico nel suo genere.
Tra le caratteristiche più innovative: assenza totale di automobili, sostituite da un sistema di trasporto ad alta velocità, energia 100% rinnovabile, 95% del territorio circostante preservato, densità abitativa verticale, per ridurre il consumo di suolo, servizi essenziali raggiungibili in 5 minuti, spostamenti da un capo all’altro in 20 minuti grazie a un treno sotterraneo ultraveloce. L’intera città occuperebbe solo 34 km², una superficie minuscola rispetto alla popolazione prevista, grazie alla struttura verticale e compatta.
The Line è solo una parte del gigantesco progetto Neom, un’area grande quanto il Belgio che dovrebbe ospitare: una stazione sciistica futuristica, resort di lusso, centri di ricerca avanzati, città tematiche, infrastrutture dedicate al turismo e alla tecnologia. Neom è il pilastro più ambizioso della strategia Saudi Vision 2030, il piano con cui l’Arabia Saudita vuole diversificare la propria economia e diventare un hub globale per innovazione, turismo e investimenti. A distanza di anni dall’annuncio, la realtà si è rivelata molto più complessa della visione iniziale.
Secondo diverse inchieste giornalistiche, il progetto ha incontrato ostacoli significativi: costi enormemente superiori alle previsioni, tempi di costruzione sottostimati, ritardi nei cantieri, ridimensionamento delle ambizioni iniziali. Alcune fonti riportano che, a oggi, sarebbero stati realizzati solo pochi chilometri di fondamenta, con migliaia di operai rimandati a casa e una revisione generale del progetto in corso.
Anche Euronews ha confermato che l’Arabia Saudita sta rivedendo al ribasso molte delle sue aspettative, con conseguenze anche su altri progetti collegati, come i Giochi asiatici invernali del 2029, inizialmente previsti proprio a Neom. The Line è diventata uno dei progetti urbanistici più discussi al mondo.
Da un lato, c’è chi la considera un laboratorio di innovazione senza precedenti, un tentativo coraggioso di ripensare completamente il modo in cui viviamo nelle città. Dall’altro, molti esperti sollevano dubbi sulla fattibilità tecnica, economica e sociale di una città così estrema.
Le principali critiche riguardano: la sostenibilità reale di una struttura così imponente, l’impatto ambientale dei cantieri in un ecosistema fragile, la gestione di una densità abitativa così elevata, la dipendenza da tecnologie non ancora mature, i costi stimati in centinaia di miliardi di dollari. Secondo alcune analisi, il progetto rischia di rimanere un’utopia incompiuta, simbolo delle ambizioni e delle contraddizioni della Vision 2030.
Al di là delle difficoltà, The Line resta un progetto unico nella storia dell’urbanistica moderna. Rappresenta: un esperimento radicale di città verticale, un tentativo di superare il modello urbano basato sull’auto, un simbolo della volontà saudita di reinventarsi, un banco di prova per tecnologie avanzate di energia, mobilità e gestione dei dati.
he venga completata o meno nella sua forma originaria, The Line ha già influenzato il dibattito globale sul futuro delle città, sollevando domande cruciali su sostenibilità, densità, mobilità e rapporto tra uomo e ambiente.
Il destino di The Line rimane incerto. Alcuni analisti ritengono che il progetto verrà completato in forma ridotta; altri ipotizzano che diventerà un simbolo di un’epoca di grandi ambizioni e altrettanto grandi limiti.
Quel che è certo è che l’Arabia Saudita continuerà a investire in Neom e nella Vision 2030, cercando di posizionarsi come uno dei poli globali dell’innovazione. Resta da capire se The Line sarà ricordata come una rivoluzione urbanistica o come un sogno troppo grande per diventare realtà.
Foto ideate e ottimizzate in digitale.
In questo video, un architetto analizza nel dettaglio The Line, la rivoluzionaria città lineare parte del mega-progetto NEOM in Arabia Saudita. Il filmato esplora i concetti tecnici di “Urbanismo a Gravità Zero”, spiegando come la città si sviluppi su tre dimensioni: l’area pedonale in superficie, le infrastrutture di servizio e il trasporto ultra-veloce sotterraneo. Grazie al commento professionale, vengono esaminati i materiali, la gestione della luce naturale e la sostenibilità di questa sfida architettonica senza precedenti, lunga 170 km. Un’analisi tecnica indispensabile per capire se The Line sarà davvero la città del futuro.
