Un'immagine catturata dal GidiferroTeam che ritrae un momento di sincera condivisione e calore umano: un badante è seduto sul divano di casa, girato di tre quarti, mentre parla e ascolta con attenzione il suo assistito, un uomo anziano. Entrambi sorridono leggermente, evidenziando il legame profondo e la compagnia quotidiana che va oltre la semplice assistenza domiciliare in Italia.
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Sono coinvolto emotivamente in questo post ma tranquilli, non sono ancora arrivato al punto di avere bisogno di una “badante”. Sentivo la necessità di scrivere qualcosa su quelli che sono i nuovi lavori in Italia e visto che di recente sto andando a trovare in ospedale alcuni parenti ho conosciuto qualcuna di queste nuove “figure” professionali.
Un'inquadratura autentica e piena di calore umano realizzata dal GidiferroTeam. La foto ritrae due giovani badanti mentre fanno compagnia a un uomo anziano in carrozzina. Entrambe le donne sorridono e una di loro stringe affettuosamente la mano dell'uomo, che le guarda con serenità. La scena simboleggia non solo l'assistenza domiciliare in Italia, ma anche l'importanza del supporto emotivo, dello scambio intergenerazionale e della lotta alla solitudine per le persone fragili nella nostra comunità.

Ma in realtà chi sono le badanti? Sono persone (nella maggior parte dei casi Donne) che si prendono cura delle persone che necessitano di assistenza continua, quello che ho potuto constatare e che la maggior parte (per non dire tutte) sono di nazionalità straniera Romene, Moldave, Ucraine, Russe, e qualche Polacca, di Italiane credo ci siano ma negli ospedali in cui mi sono recato non ne ho vista nessuna.

È un lavoro “umile” ma che richiede una grande professionalità, forza d’ animo, nonché fisica; ne ho viste di diverse età, e circa il 70% hanno superato i 50 anni, ma ci sono anche quelle molto giovani (all’incirca sui 30 anni). Queste che “noi” abbiamo “battezzato” badanti, si prendono cura amorevolmente delle persone anziane sia a casa che negli ospedali, come detto in precedenza non è un lavoro da prendere alla leggera, spesso si trovano a dover affrontare situazioni “delicate”, sono molto gentili e parlano sempre sottovoce, non abbandonano mai il loro assistito tranne nei momenti in cui sono “allontanate” per esigenze mediche, e vanno a fare una pausa solo quando arriva qualche famigliare del “malato”. Per loro l’ assistito viene prima di tutto.

Ho chiesto ad una di loro come trovano questo genere di lavoro, e se ci sono agenzie dove vengono gestite queste varie forme di assistenza, lei mi ha risposto dicendo che sicuramente le agenzie in questione esistono, ma la maggior parte di loro trova questo lavoro per “passa parola”, e spesso oltre ad essere della stessa nazionalità sono anche parenti.

Un'emozionante inquadratura scattata dal GidiferroTeam che cattura un momento di calore umano all'aria aperta: una badante e il suo assistito camminano fianco a fianco mentre passeggiano nel parco. La luce naturale tra gli alberi circonda i due protagonisti, trasformando un semplice momento di assistenza in una passeggiata rigenerante che combatte l'isolamento sociale e favorisce il benessere fisico e psicologico.Queste badanti vengono nella maggior parte assunte da famiglie che per vari motivi non posso stare costantemente ad assistere il loro caro perché molto impegnati in altre faccende.

Francamente non me la sono sentita di chiede quanto guadagnano, non volevo essere “indelicato”, ma quello che posso affermare con certezza e che fanno un lavoro che non è da tutti (notte e giorno), e a volte anche molto “stancante” soprattutto quando il malato non è autosufficiente, senza contare che molte di loro sono sposate e hanno una famiglia con figli.

Le badanti rappresentano una realtà che riflette i cambiamenti sociali ed economici del nostro tempo. Il loro lavoro, spesso invisibile, è una colonna portante per molte famiglie italiane che si trovano a gestire la cura di anziani e malati. Nonostante la loro dedizione e il ruolo cruciale che svolgono, queste donne affrontano spesso sfide legate alla precarietà lavorativa, alla mancanza di riconoscimento sociale e, in alcuni casi, a condizioni di lavoro difficili. È importante che la società e le istituzioni riconoscano il valore di questa professione, garantendo diritti e tutele adeguate per chi si dedica con cuore e sacrificio a prendersi cura degli altri.

Credo che questo basti per quello che chiedono. Ovviamente dico questo basandomi su le Badanti, quelle che ho conosciuto di persona, ma sicuramente in mezzo a loro c’è sempre qualche “pecora nera”, ma questo succede anche nelle migliori famiglie.

Quando le vedete salutatele (non vi costa nulla) loro vi risponderanno sempre! Avete da dire qualcosa? Ditelo! Grazie.

Un approfondimento giornalistico di Antenna Tre che analizza come la crisi economica abbia investito anche il settore del lavoro di cura in Veneto. Il servizio mette in luce un calo del 5% delle collaboratrici familiari in due anni, evidenziando un cambiamento sociale dove il ruolo della badante viene spesso sostituito da familiari (figlie, nuore) o vicine di casa che hanno perso la propria occupazione.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

3 pensiero su “Le Badanti d’Italia, “calore” umano per tutti”
  1. Io sono una badante, non è molto facile il nostro servizio è molto faticoso in certi momenti della giornata. Grazie comunque.

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