Panoramica a colori di un quartiere di Messina dopo il sisma del 1908: le facciate dei palazzi nobiliari sono ridotte a cumuli di macerie color sabbia, con le vie invase dai detriti e lo sfondo del mare stretto tra la distruzione della costa siciliana.
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Il 28 dicembre 1908, alle ore 5:20 del mattino, la terra tremò con una violenza inaudita nello Stretto di Messina. Un sisma di magnitudo 7.1 colpì la Sicilia orientale e la Calabria meridionale, radendo al suolo le città di Messina e Reggio Calabria in meno di un minuto. La devastazione fu totale: edifici crollati, strade impraticabili, migliaia di persone intrappolate sotto le macerie. A peggiorare la situazione, pochi minuti dopo la scossa, un maremoto con onde alte fino a 12 metri si abbatté sulle coste, travolgendo i sopravvissuti che cercavano rifugio.

Fotografia storica a colori della squadra navale russa che attraversa lo Stretto di Messina: le imponenti navi da guerra dello Zar avanzano in linea verso il porto della città distrutta.Il terremoto di Messina è considerato uno dei più devastanti della storia italiana ed europea. Le vittime furono tra 75.000 e 82.000, con Messina che perse metà della sua popolazione e Reggio Calabria un terzo. La città siciliana, un tempo fiorente, si trasformò in un ammasso di rovine e disperazione. Le comunicazioni erano interrotte, le strade impraticabili e i soccorsi tardavano ad arrivare.

Mentre l’Italia cercava di organizzare i primi aiuti, una flotta russa, impegnata in esercitazioni militari al largo della costa ionica, ricevette la notizia del disastro. Senza attendere ordini ufficiali, l’Ammiraglio Livitinov decise di deviare la rotta e dirigersi immediatamente verso Messina.

Le corazzate Slava e Tsesarevich, insieme agli incrociatori Bogatyr e Ammiraglio Makarov, giunsero rapidamente nel porto devastato. I marinai russi si distinsero per il loro coraggio e la loro efficienza: sbarcarono immediatamente, portando viveri, medicinali e attrezzature per il soccorso. Aiutarono a estrarre i sopravvissuti dalle macerie, spesso a mani nude. Combatterono gli sciacalli, che approfittavano della tragedia per depredare i cadaveri e le case distrutte. Trasportarono i feriti e i superstiti sulle loro navi, evacuandoli verso Napoli per ricevere cure.

Fotografia storica in bianco e nero che ritrae la costa siciliana subito dopo il sisma del 1908.L’intervento della flotta russa fu così significativo che, ancora oggi, Messina ricorda quei marinai con un monumento dedicato, situato in via Garibaldi. Questo gesto di solidarietà internazionale rimane uno degli episodi più straordinari della storia dei soccorsi post-terremoto.

Il sisma del 1908 segnò profondamente la storia di Messina e Reggio Calabria. La ricostruzione fu lenta e difficile, ma portò a importanti cambiamenti: introduzione della classificazione sismica del territorio italiano. Nuove norme edilizie, per garantire maggiore sicurezza nelle costruzioni. Un legame speciale tra Messina e la Russia, che ancora oggi viene celebrato.

Il terremoto di Messina non fu solo una tragedia, ma anche una dimostrazione di coraggio, solidarietà e resilienza. I marinai russi, con il loro intervento tempestivo, hanno lasciato un segno indelebile nella memoria della città, ricordandoci che, di fronte alle calamità, l’umanità può sempre trovare la forza di rialzarsi.

Foto prodotte in digitale.

Un documentario d’epoca che ricostruisce attraverso rari cinegiornali e testimonianze dirette la catastrofe di Messina del 1908. Il filmato narra la vita nella città prima del sisma, il momento della distruzione e l’eroico intervento dei marinai russi che, arrivati via mare, trasformarono le loro navi in ospedali e centri di soccorso per la popolazione civile.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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