Un dettaglio ravvicinato di un terminale POS durante una transazione con carta di credito, simbolo del dibattito sull'obbligo dei pagamenti elettronici.
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GidiferroTeam, 2 luglio 2014 — L’introduzione dell’obbligo di accettare pagamenti tramite Bancomat per liberi professionisti, artigiani e titolari di attività ha sollevato dubbi e critiche. Sebbene presentata come strumento per contrastare l’evasione fiscale, la norma si rivela poco incisiva e priva di sanzioni, finendo per avvantaggiare soprattutto gli istituti bancari.

Il provvedimento, che impone il possesso del POS anche a chi non supera i 200.000 euro di fatturato, non prevede alcuna sanzione per chi non lo utilizza. Di fatto, il Bancomat può essere acquistato e lasciato inutilizzato, mentre le banche incassano comunque i costi di noleggio e gestione. Un “minimo garantito” che non ha nulla a che vedere con la lotta all’evasione.

ancora un dettaglio ravvicinato di un terminale POS durante una transazione con carta di credito, simbolo del dibattito sull'obbligo dei pagamenti elettronici. Il terminale è un vecchio modello, uno dei primi messi in commercio.Dall’inizio della crisi economica europea, le banche hanno beneficiato di prestiti agevolati dalla BCE e di salvataggi pubblici miliardari. Mentre milioni di aziende chiudevano e la disoccupazione cresceva vertiginosamente, gli istituti di credito continuavano a ricevere fondi, spesso sottratti allo stato sociale. Il cittadino, invece, ha visto ridursi servizi e tutele.

Non è mai stato chiarito dove siano finiti i miliardi di euro ricevuti dalle banche. I prestiti a tassi bassissimi e gli interventi di salvataggio non hanno prodotto benefici tangibili per imprese e lavoratori. Al contrario, la disoccupazione ha raggiunto livelli record, passando da 3,5 a 7 milioni di persone in pochi mesi, senza segnali di ripresa.

L’obbligo del Bancomat, privo di controlli e sanzioni, si traduce in un costo aggiuntivo per i professionisti, che inevitabilmente ricade sull’utente finale. Nessuno regala nulla: le spese di gestione POS verranno assorbite nei prezzi dei servizi, aggravando ulteriormente il peso fiscale e burocratico per i cittadini.

Questa misura ricorda i tanti proclami politici degli ultimi anni: iniziative presentate come rivoluzionarie, ma che si rivelano parole al vento. Senza un piano strutturale, senza controlli e senza trasparenza, l’obbligo del Bancomat resta una legge di facciata, utile solo a garantire entrate sicure alle banche.

Un altro aspetto spesso ignorato riguarda la reale sostenibilità economica per i piccoli professionisti. Molte micro-attività lavorano con margini ridotti e introdurre ulteriori costi fissi, anche se apparentemente minimi, può rappresentare un peso significativo. In un contesto già segnato da tasse elevate, burocrazia complessa e un mercato sempre più competitivo, l’obbligo del POS rischia di diventare l’ennesimo ostacolo per chi cerca semplicemente di mantenere aperta la propria attività.

Inoltre, l’assenza di un piano di accompagnamento — come incentivi, detrazioni o contributi per l’acquisto dei terminali — dimostra quanto il provvedimento sia stato concepito più come un annuncio politico che come una misura realmente utile. Senza un supporto concreto, l’obbligo del Bancomat si trasforma in un adempimento imposto dall’alto, che non migliora la trasparenza fiscale e non sostiene la ripresa economica. Al contrario, rischia di aumentare la distanza tra istituzioni e lavoratori autonomi, già provati da anni di incertezza.

Il servizio di Telequattro approfondisce le implicazioni del decreto che impone a imprese e professionisti l’obbligo di accettare pagamenti tramite bancomat per importi superiori ai 30 euro. Il reportage evidenzia le difficoltà logistiche ed economiche per gli artigiani che operano a domicilio, raccogliendo la voce di Confartigianato Trieste che definisce il provvedimento come un vantaggio per gli istituti di credito. Il filmato illustra inoltre le possibili soluzioni e le condizioni agevolate proposte da alcuni istituti bancari locali per mitigare i costi di installazione e transazione derivanti dall’adozione del POS portatile.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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