Un primissimo piano di Gareth Bale che cattura l'espressione concentrata e determinata del campione gallese nel momento del suo storico passaggio al Real Madrid.
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GidiferroTeam, 8 Ottobre 2013. Qualcosa non “quadra”. Mezzo mondo è in piena crisi economica, centinaia di milioni di persone hanno perso — o stanno perdendo — il lavoro, che nella maggior parte dei casi rappresenta l’unica fonte di sopravvivenza. Eppure, nessuno sembra affrontare seriamente questo problema sociale. Ciò che colpisce maggiormente sono le contraddizioni evidenti, soprattutto in alcune aziende europee, dove la tanto sbandierata crisi non sembra aver intaccato minimamente il loro “patrimonio” economico.

Stiamo assistendo a paradossi che sfidano ogni logica: come possono le società calcistiche spendere 100 milioni di euro per acquistare un singolo giocatore? Dove trovano questi fondi, che farebbero gola a intere nazioni in difficoltà? Non ho una risposta certa, ma è evidente che il calcio continua a godere di una centralità mediatica e finanziaria che supera di gran lunga quella riservata ai problemi reali della società.

Alcuni osservatori più critici ipotizzano che molte delle cifre astronomiche che circolano nel mondo del calciomercato siano in realtà “virtuali”, una sorta di gioco contabile per generare flussi di denaro reale sotto forma di sponsorizzazioni, sgravi fiscali, o aiuti indiretti. Una dinamica che alimenta un sistema opaco, dove il valore simbolico del calcio supera quello economico tangibile.

Negli ultimi anni, non solo il mondo del calcio ha mostrato paradossi evidenti, ma anche chi lo segue ha una parte di responsabilità. Gli stadi sono sempre pieni, e chi spende 50 euro per assistere a una partita probabilmente non versa in condizioni drammatiche. Questo non significa che la crisi non esista, ma che la percezione e le priorità collettive sono spesso distorte.

A confermare che la crisi colpisce sempre i più deboli, arrivano segnali contrastanti anche dal mondo del lavoro. Aziende come Telecom Italia vengono acquisite da concorrenti stranieri, come la spagnola Telefónica, mentre nello stesso periodo il Real Madrid — sempre spagnolo — spende cifre record per acquistare Gareth Bale dal Tottenham. È lecito chiedersi se la crisi in Spagna sia davvero finita, o se esistano comparti economici immuni alle difficoltà globali.

Nessuna polemica personale contro il calcio o le aziende straniere, sia chiaro. Ma da disoccupato, mi piacerebbe sapere come sia possibile trovare così tanto denaro in un periodo in cui si tagliano servizi essenziali e si rinuncia a investimenti sociali. E mentre l’Italia si prepara a spendere miliardi per acquistare aerei da guerra, resta il dubbio: non sarebbe più utile impiegare quelle risorse per creare lavoro, rilanciare l’economia e dare dignità a chi oggi vive ai margini?

Questo filmato celebra la straordinaria carriera di Gareth Bale a Madrid, mettendo in luce la sua velocità esplosiva, la potenza fisica e una tecnica fuori dal comune.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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