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Probabilmente deve essere andata proprio così! L’autista dell’ambulanza che stava procedendo verso l’ospedale di Dolo in provincia di Venezia è stato “costretto” a dirigersi in direzione Padova perché il papà della bambina che stava trasportando non ha voluto sentire ragioni: “o andiamo all’ospedale di Padova o vi tampono con la mia auto”. Ai medici e al conducente non è rimasto altro che ubbidire. Per questo motivo (ovviamente) un signore residente a Santa Maria di Sala un piccolo comune in provincia di Venezia è stato denunciato dai medici del 118 per minacce e deviazione dell’ambulanza.

Ma cosa è successo in buona sostanza? Forse non è la prima volta che succede una cosa del genere, ma sicuramente questa merita un approfondimento perché il quarantenne che ha dirottato l’ambulanza con la figlioletta di 5 anni a bordo verso l’ospedale di Padova, ha avuto sicuramente una esperienza negativa con l’ospedale di Dolo, altrimenti non si potrebbe spiegare un comportamento così irresponsabile.

L’uomo originario di Marghera-Venezia, aveva chiamato i soccorsi perché la bambina non si sentiva bene, ed aveva problemi respiratori, giunti sul posto i medici del 118 hanno deciso che era il caso di approfondire il perché del disturbo e decidono di portare la bambina con l’ambulanza nel più vicino ospedale (quello di Dolo appunto). Ed è a quel punto che il padre della bambina interviene “non se ne parla nemmeno, andiamo a Padova” è stato questo l’ordine dato dal padre, che se ne è infischiato altamente del protocollo medico che prevede che movimenti e viaggi delle ambulanze siano scelti e guidati unicamente dal servizio 118. Visto la situazione abbastanza nervosa dell’uomo e considerato che aveva minacciato i soccorritori, ai medici non è rimasto altro che dirigersi all’ospedale di Padova.

Il caso ha suscitato grande preoccupazione tra gli operatori sanitari e le istituzioni locali, perché mette in evidenza quanto possa essere fragile il rapporto di fiducia tra cittadini e strutture ospedaliere. La decisione del padre, dettata da un’esperienza negativa pregressa, ha però messo a rischio non solo la sicurezza della bambina, ma anche quella del personale sanitario e degli altri automobilisti. Gli esperti sottolineano come episodi del genere non debbano essere sottovalutati, poiché minano l’autorità del servizio di emergenza e possono compromettere la tempestività delle cure.

La vicenda riporta al centro il tema della comunicazione e della trasparenza tra ospedali e pazienti. È fondamentale che le strutture sanitarie riescano a garantire standard di qualità uniformi e che i cittadini si sentano tutelati ovunque vengano portati. Solo così si può evitare che la sfiducia si trasformi in gesti estremi e pericolosi. Le autorità competenti hanno già annunciato che verranno rafforzati i protocolli di sicurezza e sensibilizzazione, affinché episodi simili non si ripetano e il lavoro dei medici del 118 possa svolgersi senza interferenze.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

Un pensiero su “Ospedale di Dolo? No grazie! Preferisco quello di Padova”
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