Nicola Arigliano è stato una delle voci più raffinate e originali del panorama musicale italiano, capace di fondere jazz, swing e musica leggera con uno stile unico e inconfondibile. La sua carriera, lunga oltre sessant’anni, lo ha reso un punto di riferimento per chiunque abbia voluto avvicinarsi al jazz “all’italiana”.
Nicola Arigliano nacque il 6 dicembre 1923 a Squinzano (Lecce). La sua infanzia fu segnata dalla balbuzie, che lo portò a lasciare la famiglia giovanissimo e a trasferirsi a Milano. Qui iniziò una lunga gavetta, esibendosi nei locali notturni e trovando nel jazz e nello swing la sua vera vocazione.
Nel 1946 si fece considerare a Radio Bari, partecipando al concorso Il Paradiso dei dilettanti. Da quel momento iniziò un percorso che lo avrebbe portato a diventare una delle voci più riconoscibili della musica italiana
Primi dischi (anni ’50): incise i suoi primi 78 giri nel 1956, spesso con canzoni napoletane. Il successo: con il passaggio al 45 giri arrivò la popolarità grazie a brani come Simpatica (1957), firmata da Garinei, Giovannini e Kramer. Televisione: partecipò a programmi di varietà, tra cui Canzonissima e Sentimentale di Lelio Luttazzi, dove fu ospite fisso insieme a Mina. Sanremo: nel 1964 portò sul palco dell’Ariston La notte è piccola, brano diventato un classico. Riconoscimenti tardivi: nel 2005, a oltre 80 anni, vinse il Festival di Sanremo nella sezione “classica” con Colpevole, dimostrando una vitalità artistica straordinaria Wikipedia.
Arigliano era un interprete di swing e jazz, ma con una forte impronta italiana. La sua voce calda e ironica, il fraseggio elegante e la capacità di giocare con il ritmo lo resero unico. Non si limitava a cantare: era un vero “jazzman”, capace di improvvisare e di dare nuova vita a ogni brano.
Il suo repertorio spaziava dalle canzoni leggere alle ballate jazz, sempre con un tocco personale. Non a caso venne definito “la voce swing della nostra musica”.
Oltre alla carriera discografica, Arigliano fu anche attore e personaggio televisivo. La sua ironia e il suo modo di stare sul palco lo resero amatissimo dal pubblico. Nonostante non abbia mai raggiunto la popolarità di altri grandi nomi, rimase una figura di culto per gli appassionati di jazz e swing.
Nicola Arigliano si spense il 30 marzo 2010 a Calimera (Lecce), lasciando un patrimonio musicale di oltre 20 album e una serie di interpretazioni che ancora oggi vengono ricordate come capolavori di eleganza e stile.
La sua storia è quella di un uomo che, partendo da una condizione difficile, seppe trasformare la propria voce in uno strumento di libertà e di bellezza. Arigliano non fu solo un cantante: fu un artigiano del suono, un ponte tra il jazz internazionale e la tradizione italiana.
In definitiva, Nicola Arigliano rappresenta una figura imprescindibile per comprendere come il jazz abbia trovato una sua declinazione italiana, capace di dialogare con la musica leggera e con la cultura popolare. La sua voce resta un invito a scoprire un’Italia che sapeva essere swing, elegante e ironica.
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