Una grande cabina telefonica in muratura, simbolo di un'epoca di comunicazioni fisse e precedente all'arrivo della banda larga a Mira.
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GidiferroTeam, 2 gennaio 2012. Per Piazza Vecchia l’ADSL è un sogno: lusingato da anni dai continui messaggi pubblicitari delle aziende di telefonia, che in TV propongono “pacchetti” a prezzi stracciati con telefono e connessione ultraveloce, il 7 gennaio decido di chiamare Telecom e attivare l’offerta “tutto compreso”, con ADSL a 7 Mega a un prezzo davvero conveniente. Dopo pochi minuti, il tempo delle formalità, l’operatrice mi comunica che l’offerta è già attiva.

Caspita, penso. Questo sì che è un servizio rapido. Chiudo la chiamata, ringrazio, corro al computer e collego il modem. Incredibilmente navigo a velocità pazzesca: nel giro di qualche ora visito musei di mezzo mondo, guardo documentari di ogni genere e “scalo” montagne rocciose come un esploratore digitale.

Una ripresa dall'alto della grande cabina telefonica in muratura, che ne mostra la struttura e il posizionamento nel contesto urbano di Mira.Poi, mentre sto esplorando le piramidi dell’antico Egitto, accade qualcosa di inaspettato: una scossa, un tremito, e mi ritrovo nel mio letto. Mia moglie mi scuote: “Svegliati Mario, sono le sei e mezza, devi andare a lavorare”. Tutto ciò che avevo vissuto era solo un sogno. La realtà è ben diversa: il lavoro è maledettamente reale, mentre la copertura ADSL è rimasta confinata nel mondo dei desideri.

Nel nostro Paese gli impianti sono spesso obsoleti e la rete digitale procede a passo di lumaca. Siamo in ritardo rispetto a molte nazioni europee, sia negli investimenti tecnologici sia nella diffusione della banda larga. Le grandi città, pur con velocità modeste, possono contare su una copertura accettabile; il resto del territorio, invece, vive ancora in una sorta di “medioevo digitale”, dove la connessione veloce è un privilegio per pochi.

Per noi di Piazza Vecchia di Mira (e per molte altre frazioni limitrofe) la situazione è sempre la stessa: da dieci anni aspettiamo, e intanto continuiamo a sognare. Ogni promessa sembra svanire nel nulla, mentre la frustrazione cresce. A voi ogni ragionevole commento.

La mancanza di una connessione stabile non è solo un disagio tecnico: crea un divario sociale sempre più evidente. Chi vive nelle zone non coperte è tagliato fuori da servizi essenziali come smart working, didattica online, telemedicina, accesso ai portali pubblici e opportunità lavorative che richiedono una connessione affidabile. È una forma moderna di isolamento, che penalizza soprattutto giovani, studenti e piccoli imprenditori.

In molte famiglie, la connessione lenta o inesistente significa dover rinunciare a opportunità che altrove sono ormai la normalità. Questo genera un senso di ingiustizia e di abbandono, perché la tecnologia non dovrebbe essere un privilegio geografico, ma un diritto di cittadinanza.

A complicare il quadro c’è la lentezza con cui vengono realizzati gli interventi infrastrutturali. Ogni anno si annunciano piani ambiziosi per portare la banda larga ovunque, ma tra burocrazia, ritardi e mancanza di investimenti concreti, i risultati tardano ad arrivare. Intanto, le comunità locali restano in attesa, mentre il resto del mondo corre veloce.

Eppure, nonostante tutto, la speranza rimane. Si parla di nuovi fondi, di progetti di digitalizzazione e di interventi nelle aree più svantaggiate. Ma finché non vedremo i tecnici al lavoro e i modem finalmente funzionanti, resterà il dubbio che si tratti dell’ennesimo proclama destinato a dissolversi.

Anche se il filmato non è direttamente collegato alla lettera di Mira, è un perfetto esempio di “reperto tecnologico” del 2009 che mostra l’entusiasmo di quel periodo per il passaggio al wireless e all’ADSL.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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