GidiferroTeam, 1° Maggio 2026 — Michele Alboreto, nato a Milano il 23 dicembre 1956 e cresciuto a Rozzano, è considerato uno dei piloti italiani più completi e rispettati della storia della Formula 1. La sua carriera, iniziata in modo atipico rispetto ai coetanei, lo portò a diventare l’ultimo italiano capace di vincere un Gran Premio con la Ferrari e a lottare per il titolo mondiale nel 1985.
Alboreto non proveniva dal karting, come molti piloti moderni. Dopo il diploma di perito industriale e un impiego come dipendente, iniziò a correre nel 1976 in Formula Monza con la Scuderia Salvati, su una vettura costruita insieme ad alcuni amici. Nel 1978 passò alla Formula Italia, ottenendo una vittoria e il quarto posto in campionato.
Il salto di qualità arrivò nel 1979, quando conquistò il titolo europeo di Formula 3 con la March-Alfa Romeo, imponendosi come uno dei giovani più promettenti del panorama automobilistico. Grazie ai risultati ottenuti, Cesare Fiorio lo portò nel programma Lancia Corse per le gare endurance. Alboreto si mise subito in evidenza con piazzamenti di rilievo, tra cui il secondo posto alla 1000 km di Brands Hatch e ottime prestazioni alla 6 Ore del Mugello e alla 6 Ore di Watkins Glen.
Nel 1981 Alboreto debuttò in Formula 1 al Gran Premio di San Marino con la Tyrrell. La vettura non era competitiva, ma il pilota milanese mostrò subito talento e capacità di adattamento. Nel 1982 arrivarono i primi risultati importanti: due quarti posti, il primo podio nel GP di San Marino e la prima vittoria nel Gran Premio di Las Vegas. Sky Sport. Nel 1983, nonostante un motore Cosworth poco potente, riuscì a vincere il Gran Premio di Detroit, confermandosi tra i migliori piloti emergenti.
Nel 1984 Enzo Ferrari lo volle a Maranello. Alboreto divenne così il primo italiano dopo anni a guidare stabilmente la Rossa. La stagione 1985 fu il suo apice: tre vittorie, otto podi e il secondo posto nel mondiale, dietro Alain Prost. Fu l’ultimo italiano a vincere un Gran Premio con la Ferrari, trionfando in Canada e Germania.
La sua abilità tecnica era riconosciuta da tutti: Alboreto era apprezzato per la capacità di fornire indicazioni precise a ingegneri e meccanici, qualità che lo rese un riferimento all’interno del team.
Dopo il 1988 lasciò la Ferrari e iniziò una lunga fase di carriera con Tyrrell, Larrousse, Arrows, Footwork, Scuderia Italia e Minardi. Pur non ottenendo più vittorie, mantenne una reputazione di pilota esperto, corretto e tecnicamente preparato.
Parallelamente alla Formula 1, Alboreto continuò a correre nelle competizioni a ruote coperte. Nel 1997 vinse la 24 Ore di Le Mans insieme a Stefan Johansson e Tom Kristensen, mentre nel 2001 conquistò la 12 Ore di Sebring con l’Audi R8.
Il 25 aprile 2001 Alboreto morì durante un test privato al Lausitzring, in Germania, mentre collaudava un’Audi R8 Sport. L’indagine stabilì che la causa fu una foratura progressiva dello pneumatico posteriore sinistro, non un errore del pilota.
Con 5 vittorie, 23 podi, 2 pole position e 194 partenze in Formula 1, Alboreto rimane uno dei piloti italiani più importanti di sempre. La sua figura è ricordata per la professionalità, la gentilezza e la capacità di rappresentare l’Italia con stile e competenza.
L’ascesa e la Ferrari: Il video narra l’esordio di Alboreto e la sua consacrazione quando Enzo Ferrari lo scelse personalmente per la scuderia nel 1984. Viene ricordato come l’ultimo italiano a sfiorare il titolo mondiale nel 1985, arrivando secondo dietro Prost
