Per raccontare la storia di Biagio, il mio “amico a quattro zampe”, devo scavare nei ricordi più lontani, quelli che resistono al tempo. Da ragazzo, non avevo solo amici tra i banchi di scuola: ne avevo due, inseparabili, che mi aspettavano ogni giorno con la coda che scodinzolava. Erano cani, ovviamente. In quegli anni, la vita per gli animali domestici non era semplice. I supermercati non offrivano crocchette gourmet, né esistevano negozi specializzati. Il randagismo era una realtà diffusa, alimentata dall’abbandono e dalla riproduzione incontrollata, spesso in condizioni aggressive e selvatiche.
Le cliniche veterinarie erano rare, i parchi attrezzati per cani inesistenti. Chi aveva un cane lo faceva per affetto, non per comodità. Eppure, nonostante tutto, il legame che si creava era profondo, autentico. Oggi le cose sono cambiate: esistono strutture, cure, cibo di qualità, e soprattutto una maggiore consapevolezza. Ma resta ancora aperta la ferita degli esperimenti sugli animali, una pratica che non dovrebbe trovare spazio in una società che si definisce civile.
Biagio è un meticcio di piccola taglia, adottato presso il canile del Parco San Giuliano, una delle strutture più grandi di Venezia-Mestre. La sua padroncina lo ama profondamente. È un cane socievole, giocherellone, e anche un po’ furbo: quando gli si lancia una pallina o un bastoncino, la raccoglie con entusiasmo, ma poi la tiene stretta, come se fosse un trofeo. Un piccolo dispettoso, sì, ma con un cuore grande.
Il cane è da sempre il compagno più fedele dell’uomo. Vigile, protettivo, pronto a difendere la casa e a consolare nei momenti difficili. Biagio incarna tutto questo, ma con quel tocco di allegria che lo rende unico. È il tipo di amico che non chiede nulla, se non un po’ di tempo e qualche carezza.
Oggi, grazie all’impegno di tante associazioni, cani e gatti trovano più facilmente una casa e una famiglia. E non sono solo compagni per gli anziani: anche i giovani, pur scegliendo spesso animali diversi come conigli o criceti, riconoscono il valore affettivo di un cane. Biagio, con il suo sguardo curioso e il passo leggero, ci ricorda che l’amicizia vera non ha bisogno di parole.
Se qualcuno vuole condividere un ricordo, una riflessione o semplicemente dire qualcosa su Biagio, lo invito a lasciare un messaggio. Le storie come questa meritano di essere raccontate.
Biagio e quel suo modo unico di chiedere un gioco: un breve e dolcissimo filmato che ritrae il mio amico cane con la sua inseparabile pallina da tennis. Un ricordo speciale che celebra la gioia e la semplicità di un legame che dura per sempre.

Sono bellissimi, e molto socievoli questi cuccioli.
E’ proprio un giocherellone