Sono passati cento anni dal tragico affondamento dello storico transatlantico Titanic, quest’ultimo considerato dagli esperti dell’epoca una “nave inaffondabile”, purtroppo ad un secolo esatto di distanza una nuova tragedia in mare è successa, quella della nave da crociera Costa Concordia che proprio la scorsa notte (Venerdì 13 Gennaio 2012) a causa di una manovra “azzardata” urta con la fiancata un grande scoglio nei pressi dell’ Isola del Giglio (Grosseto) e lentamente si inclina fino ad affondare quasi per metà.
La costa Concordia prima dell’urto aveva fatto tappa a Civitavecchia. A bordo 4229 persone (compresi i membri dell’equipaggio), ma ieri sera si è avvicinata troppo agli scogli è l’urto con gli stessi ha provocato un grande squarcio sulla chiglia, facendo inclinare pericolosamente la nave, molte vittime (al momento in cui scrivo questo post non vi so dire il numero esatto), nell’urto uno degli scogli è rimasto incastrato nella carena. “Abbiamo subito capito che aveva urtato contro le Scole” – dicono gli abitanti dell’isola che, in una gara di solidarietà commovente, hanno dato ospitalità aprendo le loro case e offerto ai naufraghi tutto quello che avevano.

Questa parte di video ripreso nella stessa mattinata dell’incidente, mostra l’imbarcazione più da “vicino, come in tutte le tragedie resta sempre un grande interrogativo: come è potuta avvenire una “catastrofe” di queste dimensioni? ma soprattutto chi stava dando gli ordini e chi governava la nave?
Nelle ore successive all’impatto, mentre la nave si inclinava sempre di più, la notte sull’Isola del Giglio si è trasformata in un susseguirsi di sirene, luci intermittenti e voci concitate. Molti passeggeri hanno raccontato di aver vissuto momenti di puro smarrimento: corridoi bui, oggetti che scivolavano, persone che cercavano di orientarsi senza sapere cosa stesse realmente accadendo. In mezzo alla paura, però, sono emersi anche gesti di grande umanità: membri dell’equipaggio che hanno aiutato anziani e bambini, sconosciuti che si sono presi per mano per non perdersi, famiglie che hanno condiviso coperte e giacche per proteggersi dal freddo pungente della notte. È in quei minuti confusi che si è vista la parte più fragile, ma anche più solidale, dell’essere umano.
Quando i naufraghi sono finalmente sbarcati sull’isola, bagnati, infreddoliti e ancora increduli, la comunità del Giglio ha dimostrato un’accoglienza che molti hanno definito “indimenticabile”. Le porte delle case si sono aperte senza esitazione, i bar hanno offerto bevande calde, le scuole sono diventate rifugi improvvisati. C’era chi distribuiva coperte, chi cercava di rassicurare i bambini, chi semplicemente ascoltava i racconti di chi aveva appena vissuto l’incubo. In un momento in cui tutto sembrava crollare, gli abitanti dell’isola hanno rappresentato un punto fermo, un abbraccio collettivo che ha dato conforto a chi, poche ore prima, si trovava su una nave che sembrava destinata a non fermarsi mai.
Da quanto mi è dato a sapere queste navi moderne da crociera, sono all’avanguardia della tecnica, e sono dotate dei più moderni sistemi di sicurezza, evidentemente qualcosa non ha funzionato, errore umano? Errore del computer di bordo? Forse si poteva evitare? Una cosa è certa, ci vorranno molti mesi, se non addirittura anni per sapere di chi è la reale responsabilità dell’accaduto.
Vi invito ad intervenire se avete notizie più dettagliate, in alternativa, e se volete, potete lasciare un commento su quanto scritto. Vi ringrazio.
Il drammatico ricordo del disastro della Costa Concordia attraverso il video della RAI e le immagini della nave adagiata all’Isola del Giglio. Un approfondimento sulla cronaca di quella notte e sulla memoria delle vittime.

