GidiferroTeam, 21 Aprile 2026 — La storia di Borsalino è una delle più affascinanti dell’industria italiana. È la storia di un cappello diventato simbolo di eleganza, di un imprenditore visionario e di un marchio che ha attraversato due secoli senza perdere la propria identità. Tutto comincia nel 1857, quando un giovane artigiano piemontese decide di trasformare il suo talento in un progetto destinato a cambiare la moda internazionale.
Giuseppe Borsalino nasce il 15 settembre 1834 a Pecetto di Valenza, in provincia di Alessandria, in una famiglia umile. Fin da giovanissimo dimostra una scarsa inclinazione per gli studi, ma una forte predisposizione per il lavoro manuale. A soli tredici anni lascia la casa paterna per trasferirsi ad Alessandria, dove inizia a lavorare come apprendista cappellaio. È il primo passo di un percorso che lo porterà a diventare uno dei più importanti imprenditori italiani dell’Ottocento.
Dopo alcuni anni di formazione in Piemonte, Giuseppe decide di perfezionare la sua arte in Francia, allora patria dei cappelli più raffinati. Lavora a Marsiglia, Bordeaux e Parigi, dove apprende tecniche avanzate e ottiene il certificato necessario per aprire un proprio atelier. Questa esperienza internazionale sarà fondamentale per la sua futura visione imprenditoriale.
Rientrato in Italia, nel 1857 fonda ad Alessandria il suo primo laboratorio in via Schiavina, insieme al fratello Lazzaro. Nasce così la “Giuseppe Borsalino e Fratello”, una piccola bottega con dieci operai e una produzione di circa dieci cappelli al giorno. È un inizio modesto, ma già caratterizzato da un’idea chiara: puntare sulla qualità assoluta e su un design riconoscibile.
Negli anni successivi l’azienda cresce rapidamente. Giuseppe introduce macchinari moderni provenienti dalla Gran Bretagna, un gesto rivoluzionario per l’epoca, che permette di aumentare la produzione senza rinunciare alla cura artigianale. Nel 1861 l’impresa impiega già 60 operai e produce 120 cappelli al giorno; nel 1876 gli operai sono 180 e i cappelli 410 al giorno. È l’inizio di un successo industriale senza precedenti nel settore.
Il marchio Borsalino viene registrato ufficialmente nel 1882, un atto che testimonia la modernità dell’azienda e la volontà di proteggere un’identità già riconosciuta a livello internazionale. Nel frattempo, i cappelli Borsalino iniziano a circolare nelle principali capitali europee, diventando sinonimo di eleganza e raffinatezza.
Nel 1888 l’azienda si trasferisce nella grande manifattura di corso Cento Cannoni, un edificio di 20.000 metri quadrati progettato dall’architetto Arnaldo Gardella. Qui lavorano centinaia di artigiani altamente specializzati, capaci di produrre fino a 2.000 cappelli al giorno. È una delle prime vere industrie italiane moderne, un modello di organizzazione e qualità che anticipa il concetto stesso di Made in Italy.
Alla morte di Giuseppe Borsalino, avvenuta nel 1903, l’azienda passa al figlio Teresio, che ne prosegue la visione con spirito innovativo. Sotto la sua guida, Borsalino diventa un marchio globale, presente nelle esposizioni universali e protagonista di campagne pubblicitarie all’avanguardia. Il cappello in feltro morbido con fossette anteriori, creato negli anni Settanta dell’Ottocento, diventa un’icona del Novecento.
Il legame tra Borsalino e il cinema contribuisce ulteriormente al mito. I cappelli dell’azienda compaiono in film leggendari e vengono indossati da attori come Humphrey Bogart, Marcello Mastroianni e Jean-Paul Belmondo. Il marchio diventa così parte dell’immaginario collettivo, simbolo di stile e personalità.
Nel corso del Novecento, nonostante le difficoltà economiche e i cambiamenti del mercato, Borsalino continua a rappresentare un’eccellenza italiana. La qualità dei materiali, la lavorazione artigianale e la cura dei dettagli restano i pilastri dell’azienda. Anche nei momenti più complessi, come la procedura fallimentare del 2017, il marchio non perde il suo valore culturale e commerciale.
Nel 2018 il marchio viene acquisito da Haeres Equita, che rilancia la produzione e investe nella valorizzazione del patrimonio storico. Nel 2023 viene inaugurato il Museo Borsalino ad Alessandria, un percorso espositivo che racconta oltre 160 anni di storia attraverso modelli iconici, documenti e testimonianze. È un omaggio a un marchio che ha saputo trasformare un semplice cappello in un simbolo mondiale.
Oggi Borsalino continua a essere un punto di riferimento del lusso artigianale. I suoi cappelli, realizzati con tecniche tradizionali e materiali pregiati, sono venduti nelle boutique di tutto il mondo. Il marchio rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra artigianato e industria.
La storia di Borsalino è la storia di un uomo, di una famiglia e di un territorio che hanno creduto nella qualità, nella creatività e nella forza del lavoro italiano. È la storia di un cappello che non è solo un accessorio, ma un simbolo di identità, stile e cultura. Un’icona che continua a raccontare, dopo oltre un secolo e mezzo, il meglio del Made in Italy.
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Il video ci porta alla scoperta del Borsalino Museum di Alessandria, un luogo che celebra l’eccellenza del celebre marchio piemontese fondato nel 1857. Attraverso l’esperienza diretta di un visitatore, viene illustrato il percorso di valorizzazione del museo, con un focus particolare sull’accessibilità: dall’utilizzo dell’app dedicata per facilitare la fruizione dei contenuti, alla disponibilità di guide esperte pronte a raccontare la storia e i processi produttivi che si celano dietro ogni cappello. Un approfondimento prezioso che sottolinea come il museo sia uno spazio inclusivo, aperto anche ai cani guida, dove la cultura dell’artigianato Made in Italy diventa un’esperienza condivisa e accessibile a tutti.
