Un'immagine storica e di grande impatto che ritrae Aleksej Leonov, il primo cosmonauta a fluttuare nel vuoto cosmico durante la missione Voskhod 2 del 1965; la figura è interamente avvolta nella sua tuta spaziale bianca e appare sospesa nell'oscurità dello spazio, collegata alla navicella solo da un sottile cavo di sicurezza ombelicale che serpeggia nel vuoto, mentre sullo sfondo si intuisce la maestosa curvatura terrestre.
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GidiferroTeam, 18 marzo 2026 — Il cosmonauta sovietico Aleksej Archipovič Leonov il 18 marzo 1965 scrisse una delle pagine più audaci della storia dell’esplorazione spaziale: fu il primo essere umano a uscire da una navicella e fluttuare nel vuoto cosmico. Questa impresa, nota come prima attività extraveicolare (EVA), segnò l’inizio delle “passeggiate spaziali” e aprì la strada a nuove frontiere nella tecnologia, nella scienza e nella percezione del cosmo.

Una veduta panoramica storica della sala controllo della missione Voskhod 2 nel 1965; decine di tecnici sovietici in uniforme e abiti civili sono seduti alle postazioni di comando, circondati da schermi radar circolari e grandi pannelli luminosi che tracciano l'orbita della navicella, mentre l'intera sala vive con estrema tensione i 12 minuti della prima passeggiata spaziale di Aleksej Leonov.Nato il 30 maggio 1934 a Listvjanka, in Siberia, Leonov fu selezionato nel primo gruppo di cosmonauti sovietici nel 1960. Pilota collaudatore e artista appassionato, si distinse per la sua preparazione tecnica e la sua capacità di affrontare situazioni estreme. Dopo la missione Voschod 2, partecipò anche alla storica Sojuz 19, parte del progetto Apollo-Sojuz, primo incontro tra USA e URSS nello spazio. Si ritirò nel 1982 e morì l’11 ottobre 2019.

Leonov partì dal cosmodromo di Baikonur il 18 marzo 1965, insieme al comandante Pavel Beljaev, a bordo della navicella Voschod 2. Dopo aver raggiunto un’orbita a circa 497 km dalla Terra, Leonov aprì il portello della camera di pressurizzazione e uscì nello spazio, collegato alla navicella da un cavo lungo 5,35 metri. Fluttuò per 12 minuti e 9 secondi, diventando il primo uomo a trovarsi completamente immerso nel vuoto cosmico.

L’impresa fu tutt’altro che semplice. Durante l’EVA, la tuta di Leonov si gonfiò a causa della pressione interna, rendendo difficile il rientro nella capsula. Fu costretto a sfiatare manualmente parte dell’ossigeno per ridurre il volume della tuta e riuscire a rientrare. Inoltre, la navicella ebbe problemi di rientro e atterrò in una zona boschiva innevata, costringendo i due cosmonauti a sopravvivere per due giorni prima di essere recuperati.

La passeggiata spaziale di Leonov fu una pietra miliare. Dimostrò che l’uomo poteva lavorare fuori da una navicella, aprendo la strada a operazioni come la manutenzione di satelliti, la costruzione di stazioni spaziali e le future missioni lunari e marziane. Gli Stati Uniti riuscirono a replicare l’impresa solo tre mesi dopo, con Edward White nella missione Gemini 4.

Una suggestiva rappresentazione artistica che cattura la navicella Voskhod 2 in orbita attorno alla Terra; la capsula sferica principale, collegata al modulo di servizio e con la camera d'aria gonfiabile parzialmente visibile, fluttua nel vuoto cosmico stagliandosi contro l'oscurità dello spazio, con l'azzurro dell'atmosfera terrestre e le nubi visibili in basso a simboleggiare l'orizzonte della prima passeggiata spaziale della storia di Aleksej Leonov.Leonov rimase una figura di riferimento per decenni, contribuendo alla diplomazia spaziale e alla formazione delle nuove generazioni di cosmonauti. Fu anche un pittore, e portò con sé una matita e un blocco da disegno durante la sua EVA, anche se non riuscì a usarli a causa della pressione.

Aleksej Leonov non fu solo il primo uomo a camminare nello spazio: fu un pioniere, un artista e un simbolo di coraggio. La sua impresa del 1965 rimane uno dei momenti più iconici dell’era spaziale, e la sua figura continua a ispirare chi guarda al cielo con spirito di esplorazione.

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Guarda il racconto video della storica missione Voskhod 2: il 18 marzo 1965 Aleksej Leonov diventa il primo uomo a camminare nello spazio. Scopri i dettagli tecnici di una missione che rischiò la tragedia: la tuta gonfiata, il rientro d’emergenza, la perdita di 6kg di peso per lo sforzo e il drammatico atterraggio in Siberia a -30 gradi. Un documento emozionante sulla resilienza umana oltre i confini terrestri.

Redazione GidiferroTeam: Mario Bonesi, Cristina Trombin, Giulia Urbinati, Beatrice Tomada, Laura Bonesi e Valentina Bonesi.

Di Redazione

Redazione ufficiale di GidiferroTeam. Progetto editoriale libero fondato da Mario Bonesi (1998) e attivo online dal 2008, leader nella produzione video e reportage per concorsi di bellezza, sfilate di moda ed eventi internazionali come Cosmoprof, EICMA e fiere di settore. Con oltre 15 anni di esperienza, GidiferroTeam documenta con occhio critico la cronaca del territorio e gli eventi sportivi locali, offrendo un archivio multimediale esclusivo e certificato.

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