Panoramica della Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio, con una galleria scavata nella roccia in primo piano e la valle visibile sullo sfondo; luce naturale del mattino, atmosfera silenziosa e rispettosa, nessuna persona presente.
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GidiferroTeam, 7 Luglio 2026 — La Strada delle 52 Gallerie è oggi uno dei percorsi più affascinanti delle Prealpi Vicentine, un itinerario che attira escursionisti da tutta Italia per la sua bellezza e per la spettacolarità del tracciato scavato nella roccia. Ma dietro la sua fama moderna si nasconde una storia molto più profonda, segnata dalla fatica, dalla paura e dal sacrificio di migliaia di uomini che, durante la Prima Guerra Mondiale, trasformarono il Monte Pasubio in un fronte di resistenza estrema.

Il sentiero, costruito nel 1917 dal Corpo degli Alpini, nacque come via militare protetta, pensata per collegare la retrovia alle linee avanzate senza esporsi al fuoco dell’artiglieria austro‑ungarica. Non era un’opera turistica, né un percorso panoramico: era una strada di guerra, scavata giorno e notte per garantire la sopravvivenza di chi combatteva in quota. Ogni galleria, ogni curva, ogni tratto sospeso sul vuoto racconta ancora oggi la determinazione di quei soldati che lavoravano in condizioni estreme.

 Interno di una galleria della Strada delle 52 Gallerie, pareti rocciose irregolari illuminate da una debole luce naturale proveniente da un’apertura laterale; pavimento sterrato, ambiente umido e cupo, nessuna presenza umana.Chi percorre oggi la Strada delle 52 Gallerie lo fa spesso con spirito leggero, attratto dal panorama e dalla particolarità del tracciato. È naturale che un luogo così suggestivo richiami la voglia di esplorare e fotografare. Tuttavia, per chi conosce la storia, quel contrasto tra la spensieratezza moderna e la drammaticità del passato è inevitabile. Le gallerie che oggi sembrano un’avventura erano, per i soldati, un corridoio di paura e speranza, un passaggio obbligato verso un fronte dove la vita poteva spezzarsi in un istante.

Gli Alpini che camminavano in quelle gallerie non osservavano il paesaggio con gli occhi del turista. Avanzavano nel buio, spesso con il rumore delle esplosioni sopra la testa, con il freddo che entrava nelle ossa e con il pensiero rivolto alle famiglie lontane. Ogni passo era un atto di coraggio, ogni metro conquistato era una sfida contro la montagna e contro la guerra. La luce che oggi filtra dalle aperture scavate nella roccia era, allora, un segno di pericolo o un breve sollievo prima di tornare nell’oscurità.

La costruzione della strada fu un’impresa ingegneristica straordinaria, realizzata con mezzi limitati e in tempi rapidissimi. Le 52 gallerie furono scavate a mano, con picconi, esplosivi e una tenacia che oggi appare quasi impossibile da immaginare. Molti soldati persero la vita durante i lavori, vittime di crolli, incidenti o attacchi nemici. La montagna conserva ancora le tracce di quel sacrificio, e chi la percorre con consapevolezza percepisce un silenzio diverso, un rispetto che va oltre la semplice escursione.

Oggi la Strada delle 52 Gallerie è un simbolo di memoria, un luogo che unisce la bellezza naturale alla testimonianza storica. È un percorso che merita attenzione, cura e rispetto, perché ogni galleria è un frammento di storia e ogni tratto racconta una pagina di sofferenza. Non è solo un sentiero alpino: è un monumento diffuso, un ossario invisibile che custodisce la fatica e il dolore di chi non è tornato.

Vista dalla bocca di una galleria della Strada delle 52 Gallerie, con la roccia in ombra in primo piano e la valle luminosa in lontananza; forte contrasto luce‑ombra, atmosfera contemplativa e storica, nessuna persona visibile.Il turismo moderno ha portato nuova vita al Pasubio, ma ha anche reso necessario un richiamo alla consapevolezza. Camminare lungo la Strada delle 52 Gallerie significa attraversare un luogo che ha visto la guerra, che ha ospitato soldati stremati, che ha raccolto paure e speranze. Significa riconoscere che la montagna non è solo panorama, ma anche memoria. Ogni passo dovrebbe essere accompagnato da un pensiero per chi ha reso possibile quel percorso.

La montagna, con il suo silenzio, continua a raccontare ciò che le parole non riescono a esprimere. Le gallerie, con la loro oscurità, ricordano il peso della guerra. Le aperture sulla valle, con la loro luce, mostrano la bellezza che oggi possiamo ammirare grazie al sacrificio di chi ha combattuto. È un equilibrio delicato, che richiede rispetto e attenzione da parte di chi sceglie di percorrerla.

La Strada delle 52 Gallerie è un patrimonio storico e umano. È un luogo che invita alla riflessione, che chiede di essere vissuto con consapevolezza, che merita lo stesso rispetto che si deve a un ossario. Non per la forma, ma per il significato. Perché ogni galleria è un ricordo, ogni pietra è una testimonianza, ogni passo è un omaggio a chi ha camminato prima di noi.

Questo video documenta un’emozionante escursione di gruppo lungo la storica Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio, un’opera ingegneristica realizzata nel 1917 per scopi militari durante la Prima Guerra Mondiale. Il percorso, caratterizzato da gallerie scavate nella roccia e passaggi spettacolari, conduce i partecipanti fino al Rifugio Achille Papa, offrendo l’occasione per approfondire la storia del conflitto e visitare luoghi di memoria come l’Ossario del Pasubio, che ospita migliaia di caduti. L’avventura prosegue poi lungo la Strada degli Scarubbi e include la visita a un bunker nazista, alternando momenti di cammino, convivialità e riflessione storica in uno scenario naturale unico.

Foto ideate e ottimizzate in digitale.

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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