Sei in: Home » Cronaca e Attualità » Venezia, la festa delle Marie torna a illuminare il Carnevale: tradizione, bellezza e spirito olimpico per un’edizione storica

Nel cuore dell’inverno veneziano, quando la città si prepara a indossare i suoi colori più intensi e a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto, la Festa delle Marie torna a occupare un posto centrale nel calendario del Carnevale 2026. Un appuntamento che non è soltanto spettacolo, ma un ponte tra epoche, un rito collettivo che continua a parlare alle nuove generazioni con la forza della memoria e il fascino del mito.

Festa delle Marie a Venezia: bellezza e tradizione verso lo spirito olimpico 2026Quest’anno l’atmosfera è ancora più speciale: Venezia vive il Carnevale in parallelo con l’energia dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, un contesto che amplifica il valore del tema scelto per questa edizione, “Olympus – Alle origini del gioco”, un invito a riscoprire il significato universale dello sport come linguaggio condiviso.

Il primo grande momento è fissato per sabato 31 gennaio, quando le eleganti sale della Scuola Grande San Giovanni Evangelista accoglieranno le giovani candidate provenienti dai comuni della Città metropolitana. Qui la giuria selezionerà le 12 Marie del Carnevale 2026, le protagoniste che accompagneranno Venezia lungo tutto il periodo festivo.

Tra loro si nasconderà l’erede di Elena Sofia Cesca, la Maria del Carnevale 2025, che ha lasciato un segno profondo grazie a un abito simbolico capace di fondere elementi maschili e femminili, un omaggio alla libertà e alla storia della città.

Come da consuetudine, le 12 Marie indosseranno creazioni ispirate ai capolavori di Tiziano, realizzate da Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi, una delle eccellenze veneziane nel campo della sartoria storica. Ogni abito è un viaggio nel tempo, un dialogo tra tessuti preziosi, colori rinascimentali e dettagli che raccontano la grandezza artistica della Serenissima.

La Maria dell’Anno, che sarà proclamata il 16 febbraio, sfoggerà invece un abito unico, in fase di realizzazione, che intreccia la tradizione veneziana con il tema olimpico del Carnevale. Un vestito pensato per evocare il mito, la competizione, la grazia e la forza, in un equilibrio che solo Venezia sa trasformare in poesia visiva.

Il cammino delle 12 Marie sarà scandito da una serie di appuntamenti che coinvolgeranno l’intera città.

Festa delle Marie a Venezia: bellezza e tradizione in GondolaIl 7 febbraio tornerà il suggestivo corteo acqueo lungo il Canal Grande, una delle immagini più iconiche del Carnevale: gondole ornate, rematori in costume e il lento scorrere dell’acqua che accompagna le giovani protagoniste verso Piazza San Marco.

Il giorno successivo alla proclamazione ufficiale, martedì 17 febbraio, la Maria del Carnevale 2026 sarà presentata al grande pubblico in Piazza San Marco, cuore pulsante della festa, dove migliaia di persone attendono ogni anno questo momento.

A guidare la selezione sarà una giuria eterogenea, presieduta dal direttore artistico del Carnevale, Massimo Checchetto. Accanto a lui siederanno figure del mondo dello spettacolo, della cultura, dell’artigianato, dell’informazione e dell’imprenditoria veneziana: attrici, giornalisti, stilisti, rappresentanti delle istituzioni e professionisti che da anni contribuiscono alla vita culturale della città, senza dimenticare l’instancabile supporto di Maria Grazia Bortolato.

Durante la serata del 16 febbraio al Teatro La Fenice verrà inoltre assegnato un riconoscimento speciale: la Maria dei lettori del Gazzettino, scelta attraverso il voto popolare.

La Festa delle Marie non è un semplice concorso di bellezza: è una delle celebrazioni più antiche della Repubblica di Venezia. Le sue origini risalgono all’inizio del IX secolo, quando ogni 2 febbraio dodici giovani del popolo ricevevano la benedizione nuziale nella chiesa di San Pietro di Castello. Lo Stato e le famiglie patrizie contribuivano alle loro doti, custodite nelle celebri arcelle, piccole cassette di legno realizzate dai casseleri.

La festa aveva un forte valore sociale: sosteneva i matrimoni, aiutava le famiglie meno abbienti e rinsaldava il legame tra popolo e nobiltà. Il Doge partecipava personalmente alla cerimonia, accompagnando le spose fino a San Marco e offrendo loro doni e un banchetto a Palazzo Ducale.

Una delle leggende più note legate alla Festa racconta il rapimento delle dodici fanciulle da parte di pirati dalmati, un episodio che avrebbe spinto il Doge a guidare un inseguimento fino alle coste di Caorle, dove le giovani vennero liberate. Da quell’evento nacque la tradizione della visita annuale alla chiesa di Santa Maria Formosa.

Con il passare dei secoli, la festa perse il suo significato originario e le giovani spose furono sostituite da figure di legno, le Marie de tola, spesso oggetto di scherno. Solo nel 1999, grazie alla visione di Bruno Tosi, la celebrazione è tornata a vivere nella sua forma moderna, diventando uno dei simboli più amati del Carnevale contemporaneo.

Oggi la Festa delle Marie è un racconto collettivo che unisce storia, moda, artigianato, spettacolo e identità veneziana. È un modo per ricordare che Venezia non è soltanto una città da ammirare, ma una comunità viva, capace di custodire le proprie radici e allo stesso tempo reinventarsi.

Il 2026, con il suo respiro olimpico, promette un’edizione ancora più intensa: un intreccio di mito e modernità, di acqua e luce, di giovani che portano avanti una tradizione millenaria con lo stesso entusiasmo di chi, secoli fa, vedeva in questa festa un simbolo di speranza e futuro.

Filmato relativo alla selezione delle Marie 2025. Foto uff. Stampa carnevale di Venezia.

Dietro le quinte della tradizione: in questo video del 2025, la patron e i giurati ci svelano i segreti e le emozioni della selezione delle Marie

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Di Mario Bonesi

Mario Bonesi è fotografo e reporter, attivo nella documentazione di eventi culturali, concorsi e manifestazioni in Italia. Collabora con il team multimediale GidiferroTeam, realizzando riprese ufficiali e interviste che raccontano con professionalità e attenzione i protagonisti e le atmosfere delle serate.

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