Padova – Venerdì 6 Marzo 2026. La discoteca Storya, uno dei locali più noti della provincia di Padova, è finita nuovamente al centro di un caso che ha scosso l’opinione pubblica e le istituzioni. La chiusura forzata per 60 giorni, disposta dal Questore di Padova, non è stata un fulmine a ciel sereno, ma l’esito di un episodio grave e di una lunga storia di tensioni legate alla sicurezza. Oggi, dopo il rigetto del ricorso al TAR, la vicenda assume contorni ancora più significativi.
Nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026, nell’area dello Storya si è verificato un episodio che le autorità hanno definito di “particolare gravità”. Un ragazzo di 19 anni sarebbe stato circondato e picchiato da alcuni membri della sicurezza del locale. L’aggressione, secondo le ricostruzioni, avrebbe provocato al giovane una frattura alla gamba, oltre a contusioni diffuse. L’intervento dei buttafuori, invece di contenere una situazione critica, si sarebbe trasformato in un pestaggio. È questo il punto che ha pesato maggiormente nella valutazione della Questura.
Il 13 febbraio 2026, il Questore Marco Odorisio ha firmato il provvedimento di sospensione della licenza per 60 giorni, applicando l’articolo 100 del TULPS, norma che consente la chiusura dei locali quando si verificano fatti che minacciano l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il provvedimento è stato motivato da due elementi: la gravità dell’aggressione, considerata incompatibile con la tutela dell’incolumità dei clienti. La recidiva, poiché si tratta del terzo provvedimento di chiusura per lo stesso locale. La chiusura è stata immediata: serrande abbassate e attività sospesa per due mesi.
La società Dragonstone S.r.l., che gestisce lo Storya, ha espresso pubblicamente il proprio dispiacere per quanto accaduto, definendo l’episodio “inaccettabile” e ribadendo la volontà di collaborare con le autorità.
Allo stesso tempo, la proprietà ha criticato il quadro normativo, definendolo “obsoleto” e penalizzante per gli imprenditori che operano in contesti complessi come quello della sicurezza notturna. Per questo motivo, i legali del locale hanno presentato un ricorso al TAR Veneto, chiedendo una sospensiva urgente del provvedimento.
Il 25 febbraio 2026, il TAR del Veneto ha esaminato la richiesta di sospensione immediata della chiusura. La risposta è stata netta: richiesta respinta. Il Tribunale amministrativo ha ritenuto che: la gravità dell’episodio giustificasse la misura cautelare adottata dal Questore. non vi fossero elementi sufficienti per sospendere il provvedimento in via d’urgenza. Il ricorso potrà essere discusso nel merito a metà marzo, in sede collegiale. In altre parole, la discoteca rimarrà chiusa per tutti i 60 giorni, indipendentemente dall’esito finale del ricorso.
La vicenda dello Storya non riguarda solo un singolo episodio, ma si inserisce in un contesto più ampio: la gestione della sicurezza privata nei locali, la formazione del personale addetto al controllo, la responsabilità dei gestori rispetto alle azioni dei buttafuori, il ruolo delle istituzioni nel prevenire episodi violenti.
Il fatto che si tratti del terzo provvedimento di chiusura in pochi anni ha alimentato un dibattito acceso tra residenti, frequentatori e operatori del settore. La situazione attuale è chiara: lo Storya rimane chiuso fino alla scadenza dei 60 giorni, il ricorso proseguirà, ma senza effetti immediati, l’udienza collegiale del TAR, prevista per metà marzo, potrebbe confermare o annullare il provvedimento, ma non cambierà la chiusura già in corso.
Il caso continuerà a far discutere, perché tocca temi sensibili: sicurezza, responsabilità, tutela dei giovani e gestione dei locali di intrattenimento.
Il servizio giornalistico di TeleNordEst che ricostruisce la vicenda del noto locale della movida padovana. Attraverso un attento racconto dei fatti e le immagini degli esterni e degli interni della struttura, il reportage spiega la dinamica che ha portato al grave provvedimento della Questura. Un documento utile per capire il contesto urbano e le motivazioni legali dietro la sospensione della licenza per 60 giorni.