Mira (Venezia), 7 Marzo 2026. La scomparsa di Paolo Tomaello, conosciuto da tutti come DJ Paul, lascia un silenzio che pesa. Non è solo il vuoto di una voce che per decenni ha attraversato le frequenze delle radio locali, ma quello di una presenza capace di unire, accogliere, far sentire parte di qualcosa. Aveva 62 anni. Oggi Ca’ Sabbioni, Oriago, Mira e l’intero territorio veneziano si stringono attorno alla sua famiglia e alla memoria di un uomo che ha vissuto la musica come un dono da condividere.
Paolo apparteneva alla generazione che ha scritto la storia delle radio libere, quando bastava un’antenna quasi improvvisata, un mixer consumato e una stanza piena di entusiasmo per dare vita a un’emittente. A Ca’ Sabbioni fondò Radio Joker, una delle realtà più vivaci e amate di quegli anni. Era un tempo in cui la radio non era solo un mezzo: era un luogo di incontro, un laboratorio di idee, un rifugio per chi cercava una voce amica. Paolo era quella voce.
Negli anni, la sua competenza tecnica e la sua sensibilità musicale lo portarono a collaborare con alcune delle principali emittenti venete, tra cui Radio Padova e diversi network regionali. Ma al di là dei ruoli, ciò che rimane è la sua dedizione: la cura con cui regolava un suono, la passione con cui parlava di musica, la gioia con cui accoglieva chiunque bussasse alla porta di uno studio radiofonico.
Conobbi Paolo all’inizio degli anni ’80, quando Radio Joker era un punto di riferimento per tanti giovani che sognavano di avvicinarsi al mondo della radio. Mi accolse con una simpatia immediata, spontanea, quasi fraterna. Fu lui a darmi la spinta decisiva per iniziare a fare il DJ nelle radio locali. Non mi fece mai sentire fuori posto, non si mise mai su un piedistallo: semplicemente, vide qualcosa in me e mi invitò a provarci. Quel gesto, così naturale per lui, ha cambiato il mio percorso. È un debito di gratitudine che porto nel cuore.
Paolo aveva questa capacità rara: far sentire gli altri all’altezza, anche quando non ne erano convinti. E lo faceva con una leggerezza che era la sua cifra più autentica.
La sua scomparsa non è solo un lutto pubblico. È soprattutto il dolore profondo della sua famiglia: la moglie Patrizia, compagna di una vita, e le figlie Chiara e Alice, che di Paolo ricordano la dolcezza, l’ironia, la capacità di trasformare ogni giornata in un momento speciale. Per loro era un padre presente, affettuoso, capace di ascoltare davvero — proprio come faceva in radio.
Anche il Sindaco di Mira, Marco Dori, ha espresso il cordoglio personale e quello dell’amministrazione comunale, ricordando il contributo di Paolo alla vita culturale e sociale del territorio. Le sue parole hanno restituito l’immagine di un uomo che non era solo un professionista stimato, ma una presenza buona, un volto familiare, un punto di riferimento per molti.
Paolo riposerà per sempre a Oriago, nel luogo che più di ogni altro rappresenta le sue radici e la sua storia.
La sua eredità non è fatta solo di trasmissioni, serate, apparecchiature o ricordi tecnici. È fatta di persone. Di chi ha imparato da lui, di chi ha trovato ispirazione nelle sue parole, di chi ha condiviso con lui una passione che non conosce età. È fatta di legami, di sorrisi, di incoraggiamenti dati senza clamore.
La sua voce non attraverserà più le frequenze, ma ciò che ha costruito continua a vibrare. Come un segnale che non si spegne del tutto, anche quando l’emittente tace.
Paolo Tomaello lascia un vuoto, sì, ma lascia anche una scia luminosa: quella di un uomo che ha creduto nella musica, nella radio e nelle persone. E che, con semplicità e generosità, ha insegnato a molti di noi ad ascoltare davvero. Ciao Paolo.
